“Marea nera”, in aula le prime parti civili

Il sindaco di Sorso teste nel processo contro i vertici E.On: la nostra costa deturpata per 16 chilometri

SASSARI. «Sedici chilometri di costa “densi” di olio combustibile, 450 tonnellate di rifiuti raccolte, attività ricettive del litorale che hanno presentato domanda di risarcimento al Comune per il danno di immagine che ha avuto ripercussioni sulle loro attività».

Sono alcuni degli effetti della marea nera, la vicenda dei quasi 40mila litri di olio combustibile che la notte tra il 10 e l'11 gennaio del 2011 si riversarono in mare dalla banchina di Fiume Santo causando un disastro ambientale di incredibili proporzioni. Il bilancio è stato tracciato in aula dal sindaco di Sorso Giuseppe Morghen comparso come teste in quanto i Comuni di Sorso, Stintino e Castelsardo si sono costituiti parte civile nel processo a carico del manager di Fiume Santo Marco Bertolino, di Salvatore Signoriello (amministratore delegato di E.On Produzioni) e di Francesco Capriotti, manager di Enelpower dal 2002 fino al settembre 2004.

Diversi testi della Procura durante il processo hanno spiegato che l’inquinamento non arrivò dalla nave che stava scaricando l’olio combustibile ma dalle condutture di terra – probabilmente non sottoposte alla dovuta manutenzione – che servivano a trasportare il prodotto dalla nave ai serbatoi. Le accuse sono: crollo colposo aggravato dalla previsione dell’evento (riferito alla rottura dell’oleodotto) e deturpamento delle bellezze naturali. Nell’ottica dell’accusa i vertici di E.On imputati in questo procedimento non avrebbero disposto le necessarie manutenzioni degli impianti che avrebbero potuto evitare lo sversamento di quell’enorme quantità di olio in mare che finì per deturpare uno dei panorami più suggestivi del Mediterraneo. Morghen ha però riconosciuto la tempestività degli interventi di bonifica da parte di E.On: «L’unico problema è che a distanza di quattro anni i ciottoli che vennero portati via per essere trattati e ripuliti dal catrame non sono ancora stati riposizionati – ha spiegato il sindaco – Stiamo ancora aspettando l’ok dell’ente competente». Altro teste di parte civile il comandante

della compagnia barracellare di Stintino che ha spiegato come parteciparono «per oltre un mese alle operazioni di pulizia delle spiagge, fino alla Pelosa. Raccoglievamo anche 10/20 sacchi al giorno di catrame e detriti». La prossima udienza il 13 ottobre.

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