Nulvi, il pozzo sacro di Nuraghe Irru torna al suo splendore

Ripulito e reso fruibile il magnifico tesoro archeologico Il sito dedicato al culto delle acque era in stato di abbandono

NULVI. Grazie ad un accordo fra il Comune di Nulvi e l’Ufficio operativo di Perfugas della Soprintendenza Archeologica nei giorni scorsi è stato possibile ripulire e rendere di nuovo visitabile il pozzo sacro di Nuraghe Irru, la stupenda emergenza di epoca nuragica che sorge nelle campagne di Nulvi. Il sito si trovava purtroppo in un pietoso stato di abbandono dovuto all’incuria e alla scarsa fruibilità da parte dei visitatori. La grande copertura di legno che dovrebbe proteggere la costruzione dagli agenti atmosferici non la protegge però da altre insidie. Oltre a ospitare i nidi di decine di volatiti di ogni specie la copertura si è rivelata infatti anche un ottimo meriagu per un gregge di pecore che spesso staziona, in cerca di ombra, da quelle parti ma che ovviamente lascia grandi quantità di “ricordini” fra le antiche pietre lavorate della fonte sacra. Un massiccio intervento di ripulitura messo a punto dal Comune con l’ausilio e la supervisione dei tecnici della Soprintendenza ha consentito una provvidenziale ripulitura della strada d’accesso e dell’edificio nuragico che è stato liberato dalle erbacce e dagli escrementi di varia provenienza ed ora la struttura sembra finalmente “respirare” e nuovamente risplendere nel bianco delle sue antiche pietre calcaree.

La fonte sacra di Nuraghe Irru è uno degli edifici nuragici adibiti al culto delle acque più caratteristici e misteriosi.

Riscoperto fortunosamente alla fine degli anni 80 è stato in seguito dotato di qualche infrastruttura finalizzata alla sua fruibilità (strada di accesso, parcheggio, recinzione e copertura) ma non è stato mai messo a punto un vero progetto di valorizzazione, di promozione e di tutela.

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