Acqua e comunicazioni tardive L’Asl: «Noi eseguiamo i prelievi»

I campionamenti vengono inviati all’Arpas per le analisi e le valutazioni del rischio per la popolazione Il giudizio di qualità finale deve tenere conto dell’entità e dello scostamento dei parametri analizzati

PORTO TORRES. Al Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl di Sassari sono pervenuti ieri due ulteriori referti delle acque prelevate il 13 luglio dai punti di distribuzione di Porto Torres, e sono risultati conformi. Si tratta dei campioni prelevati nella fontana pubblica del Comune e nella zona del Consorzio industriale provinciale, che risultano dunque a norma, e a seguito di questa comunicazione il Sian ha chiesto al Comune una ridefinizione delle zone di limitazione. L’Asl, che ha tra i suoi compiti istituzionali la sorveglianza delle acque potabili destinate al consumo umano, vuole però precisare bene i suoi compiti istituzionali alla luce di quanto accaduto lo scorso fine settimana riguardo alla comunicazione al Comune sull’acqua - campionata il 13 luglio - che non era potabile per il consumo umano e per la preparazione degli alimenti.

«Per fare un’analisi del rischio completa avevamo necessità di ricevere gli esiti di tutti i campionamenti effettuati rappresentativi della rete cittadina e relativa zona omogenea – spiega la responsabile del Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione Pina Arras –, e mercoledì scorso l’Arpas ha comunicato all’Asl i primi due dei cinque referti attesi. Erano pochi per definire il tipo di limitazione e in quali zone: non ricevendo altri referti, in data 24 Luglio abbiamo chiesto al Comune di emanare una ordinanza a scopo cautelativo in attesa di esprime una completa definizione degli ambiti interessati».. L’Asl effettua quindi materialmente il prelievo dei campioni, i quali poi vengono inviati ai laboratori dell’Arpas per l’analisi, e in base ai referti analitici trasmessi dall’agenzia regionale la stessa Asl esprime un giudizio di qualità dell’acqua ed eventualmente - in presenza di non conformità e tenendo conto dell’entità e della durata dello scostamento dei parametri analizzati - propone al sindaco del comune oggetto dell’analisi di emanare un’ordinanza restrittiva dell'utilizzo dell'acqua potabile. Tra il prelievo dei campionamenti e le analisi chimiche ci sono però troppi giorni di differenza, secondo i cittadini e le associazioni, con rischi per la salute della popolazione.

«Il problema non è certamente da imputare alla Asl che è organo deputato ai controlli esterni – sostiene la nota stampa aziendale –: oltre che al sindaco, in caso di non conformità, l’Asl invia contestuale comunicazione al gestore chiedendo la causa, i tempi previsti per il rientro dei parametri, i provvedimenti che si intendono adottare e gli esiti favorevoli dei controlli interni per permettere al servizio Asl di ripetere

i campionamenti». Il principale e più consistente effetto dall’esposizione al clorito, parametro non conforme nell’ultima analisi dell’acqua pubblica di Porto Torres, secondo gli esperti Asl è lo stress ossidativo, che comporta alterazione dei globuli rossi.

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