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Rapina all’ufficio postale, tre condanne a Sassari

Per il colpo del 2013 a Santa Maria Coghinas furono arrestate nove persone Tre orgolesi hanno patteggiato 4 anni e 8 mesi, assolta la moglie di un imputato

SASSARI. Erano stati arrestati (nove in tutto) dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Seven&More 2” perché considerati gli autori della rapina all’ufficio postale di Santa Maria Coghinas, avvenuta il 2 agosto del 2013. Alcuni giorni fa il giudice dell’udienza preliminare di Sassari Giuseppe Grotteria ha condannato Salvatore Mulas, 34 anni (assistito dagli avvocati Luigi Esposito e Giuseppe Lepori), Massimiliano Ruiu (difeso dal legale Carlo Pinna Parpaglia), di 37, entrambi di Santa Maria Coghinas, e Serafino Mesina (tutelato dagli avvocati Mario e Francesco Lai), 38 anni, di Orgosolo a quattro anni di reclusione. Il giudice ha invece assolto la moglie di Mesina, Paola Filindeu, anche lei orgolese, assistita sempre dai Lai.

Altri tre imputati, ugualmente originari del paese della Barbagia, hanno invece patteggiato quattro anni e otto mesi: si tratta di Giuseppe Monni, 32 anni, di suo fratello Giovanni Antonio e di Pietro Mereu, entrambi 23enni, difesi dagli avvocati Franco Luigi Satta e Mario Lai.

Resta ancora in piedi, invece, il processo a carico dei coniugi Giampiero Sette, 52 anni, e Agostina Loi, di 54, tutti e due di Villagrande Strisaili (hanno vissuto per un po’ di tempo a Badesi) che stanno affrontando il processo con rito abbreviato condizionato.

La mattina del 2 agosto di due anni fa, tre giovani a volto coperto e armati di pistole avevano fatto irruzione nell’ufficio postale, legarono gli utenti presenti con delle fascette da elettricista e se ne andarono dopo 40 minuti con 67mila euro e portandosi dietro anche l’hard disk del sistema di videosorveglianza. Secondo gli investigatori furono i tre orgolesi a mettere a segno quel colpo.

I coniugi Sette, insieme ai Monni e a Mereu, sarebbero coinvolti anche nella prima inchiesta “Seven&More” che permise ai carabinieri di Sassari di scongiurare una rapina all’Eurospin di Tempio. Il giorno prima del colpo, infatti, i carabinieri di Sassari fermarono la Punto su cui viaggiavano Sette e la moglie lungo la statale 131, all’altezza di Bonorva, nell’abitacolo i militari trovarono un arsenale e tutto il necessario per immobilizzare i dipendenti del market. La banda avrebbe avuto come base Tempio, dove Roberto Piroddi, 28 anni (figlio della Loi) e la compagna Arianna Ranedda, 22, avrebbero messo a disposizione un appartamento

come base logistica. Del commando avrebbero fatto parte Giuseppe Monni, suo fratello Giovanni Antonio e Pietro Mereu. A fornire le armi alla banda sarebbe stato Battista Pisanu, orgolese. Tutti stanno affrontando un processo davanti al giudice Silvio Lampus.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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