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Se n’è andato Raimondo Rizzu, il sindaco gentiluomo del Candeliere d’oro

Democristiano, guidò Palazzo Ducale dal 1983 al 1988 L’amore per la città e la cultura di pari passo con la politica

SASSARI. La città perde uno dei suoi sindaci più rappresentativi: è scomparso Raimondo Rizzu, che governò Sassari dall’83 all’88. Nato nel 1930, avvocato cassazionista, la famiglia di origini contadine gli trasmise quei valori e quell’amore per Sassari che non gli venne mai meno. E che lo vide impegnato per la sua città non solo sul fronte politico, ma anche su quello culturale, promuovendone tutti i suoi aspetti legati alla tradizione.

Non a caso nel 1963 fu l’inventore, con l’allora capocronista della Nuova Sardegna, Roberto Stefanelli, del Candeliere d’oro e d’argento, il premio da assegnare al sassarese da più tempo residente all’estero e nella penisola. Lui, che all’epoca era presidente della Pro Loco, volle così suggellare quel legame che mai si spezza trai figli di Sassari e la loro città, tanto che il premio venne subito ribattezzato il “premio della nostalgia”. Uomo colto, appassionato della storia cittadina, si ricorda la sua passione per la letteratura e poesia locale e per la lirica, di cui era un fine conoscitore. Tanto che fu presidente del Conservatorio, della Corale Canepa e componente del collegio sindacale dell’Ente concerti Maria Luisa De Carolis. Uno dei tanti incarichi (fu anche presidente dell’Atp) che costellarono il suo impegno, sempre però sul filo della riservatezza, senza clamori. Sobrio e schivo, un “gentiluomo” che non amava mettersi in mostra, ma che tuttavia era riuscito ad guadagnarsi la fiducia dei sassaresi.”A me non m’hani mai frusciaddu”, diceva sornione a proposito della sue trionfali discese nel giorno della Faradda e commentando così le meno fortunate sorti di colleghi di palazzo Ducale che lo avevano preceduto o gli erano succeduti.

L’impegno nella politica era cominciato come consigliere comunale. Eletto nelle liste della Democrazia Cristiana, partito nel quale sarebbe rimasto senza mai cambiare casacca per tutta la sua vita amministrativa. Sindaco divenne nell’83, quando ancora era il consiglio comunale a nominarlo. Fu a capo di una coalizione di centrosinistra e sardista, dopo il mandato di Piero Montresori, anche lui democristiano. E nei cinque anni a Palazzo Ducale fu anche l’artefice della ristrutturazione della “casa” del Duca dell’Asinara. Rizzu fu in seguito consigliere provinciale per due mandati. Poi l’impegno politico scemò, ma non quello nel sociale.

Messaggi di cordoglio sono arrivati numerosi alla famiglia e ieri nella camera mortuaria all’ospedale civile, in tanti hanno voluto rendergli omaggio. Tra loro anche il sindaco Nicola Sanna: «Lo conobbi politicamente tra il 1988 e il 1990, quando diventai consigliere comunale. Lo avvicinai per varie iniziative trovando in lui una personalità

politica attenta e stimolante».

Il funerale si terrà questo pomeriggio, alle ore 16, nella chiesa di Sant’Agostino. Per sua espressa volontà non sarà allestita la camera ardente in Comune, come l’amministrazione avrebbe voluto. Raimondo Rizzu è stato riservato anche in quest’occasione.

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