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Emozioni e folla per il rito di S’Apostuladu

NULVI. Con il rientro dei tre candelieri nella loro chiesetta di San Filippo, che li custodirà sino al prossimo anno si sono conclusi a Nulvi le solenni celebrazioni della festa patronale dell’Assunt...

NULVI. Con il rientro dei tre candelieri nella loro chiesetta di San Filippo, che li custodirà sino al prossimo anno si sono conclusi a Nulvi le solenni celebrazioni della festa patronale dell’Assunta. Dopo la spettacolare Essida dei tre ceri del 14 agosto e la solenne processione dell’Assunta che si tiene il giorno di Ferragosto le celebrazioni sono infatti proseguite ogni sera con l’antichissimo rito de S’Apostuladu, la cerimonia quotidiana di adorazione della Vergine dormiente che i dodici apostoli della confraternita di Santa Croce compiono per tutto l’Ottavario dopo la messa serale.

Guidati da “S’Angheleddu”, un bambino abbigliato come un piccolo angelo che interpreta la figura di Atoniele, l’angelo inviato dal Signore per sorvegliare e difendere il lettuccio della Madonna, i dodici apostoli con i loro abiti arabeggianti arrivano in processione dell’oratorio della Santa Croce. Il rito ha origini bizantine e permane miracolosamente ancora a Nulvi quasi inalterato. Si ispira a un episodio raccontato dal Vangelo e accaduto a Gerusalemme il giorno della morte della madre di Gesù. I dodici apostoli diedero vita ad una piccola processione per seppellire degnamente il corpo della Vergine Assunta in cielo ma trovarono l’avversione dei sacerdoti del tempio di Gerusalemme ed in particolare di Sofonia il quale cercò persino di violare il lettuccio della Madonna per farlo cadere.

A questo punto intervenne l’angelo Atoniele che con un colpo di spada mozzò la mano sacrilega di Sofonia. Da questo episodio nacque il credo dell’inviolabilità della Madonna. Durante la cerimonia il piccolo angelo saluta il simulacro delle Dormiente con la sua spada e assesta un deciso colpo ai piedi del catafalco per ricordare appunto il taglio della mano di Sofonia e anche gli apostoli a

quel punto, prima di baciare i piedi della Vergine, chiedono con un rispettoso inchino l’autorizzazione de S’Angheleddu. Un rito suggestivo e altamente iconografico che caratterizza ancora di più le festa mariana dell’Assunzione che da diversi secoli viene celebrata a Nulvi.

Mauro Tedde

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