Falesia di Cargeghe: un masso pericolante sul percorso ferrato

L’allarme degli escursionisti: «Quella roccia può precipitare» Gli appassionati si arrampicano anche a 90 metri di altezza

CARGEGHE. Per gli amanti dell’arrampicata è sicuramente un paradiso. La via Ferrata di Giorrè, sulle falesie rocciose davanti a Cargeghe, è un’immersione suggestiva e faticosa nella natura selvaggia che ripaga di ogni goccia di sudore versato. Un panorama che lascia a bocca aperta, e tanta adrenalina per un percorso sicuramente impegnativo da affrontare.

Alcuni appassionati però, dopo le ultime arrampicate, non sono più tanto sicuri sulla sicurezza del sentiero e lanciano l’allarme: «Il percorso passa proprio, nella porzione centrale, in un tratto di parete pericolante – avverte Francesco Ruiu – È un blocco roccioso, lungo quasi 20 metri, ci si passa proprio sopra ed è sospeso nel vuoto e fessurato completamente per tutti e tre i restanti lati». Gli è capitato spesso di visitare quei luoghi, e quindi ha potuto cogliere con i propri occhi i cambiamenti nell’arco di due. «Durante le piogge l'acqua cola all'interno delle fessure contribuendo ad allargarle ed eroderle. La situazione ultimamente sembra peggiorata, dunque volevo mettere in guardia sia gli escursionisti, ma anche le famiglie che abitano sotto la falesia». Infatti dal masso pericolante si scorgono a breve distanza tre case. In caso di frana rischierebbero di finire travolte.

La Via Ferrata Magola-Giorrè nasce nel maggio del 2013, e viene realizzata grazie al progetto dell’Associazione Segnavia e al finanziamento del Comune di Cargeghe. Si tratta di un percorso complessivo di 2,6 chilometri, che abbraccia 1500 metri di falesie sospese in alcune porzioni a 90 metri di altezza. Per consentire sia agli alpinisti esperti, sia ai turisti sportivi accompagnati da guida di assaporare l’ebbrezza di attraversare suggestivi strapiombi, è stato realizzato un tracciato con la via ferrata. La roccia è stata bucata e sono stati installati ancoraggi permanenti in acciaio inox. Ci si attacca a queste maniglie, imbragati naturalmente con corde di sicurezza, e ci si arrampica lungo le pareti sospese. E’ un itinerario che nella scala delle difficoltà è classificato come difficile, anche se sono state individuate nel percorso una serie di vie di fuga che rendono il tragitto meno impegnativo. In ogni modo sia in avvio di percorso, che lungo il suo tracciato è stata installata la cartellonistica informativa con le prescrizioni tecniche e di pericolo. Un progetto ben realizzato e apparentemente in sicurezza. Se non fosse però che la natura a volte si trasforma e

può giocare brutti scherzi. Gli escursionisti mettono in guardia proprio su questo aspetto: «Andrebbero effettuati dei controlli approfonditi sulla stabilità di quel grosso masso che a occhio sembra pericolante, visto che le fessure all’attaccatura con la falesia sembrano sempre più profonde».

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