Paci: «Nella gestione della scuola di polizia entrino i privati»

L’assessore regionale incontra Cm e sindaci del Goceano: «Mai più sprechi con la nuova programmazione territoriale»

BONO. La Regione vuole valorizzare la Scuola per i servizi di polizia a cavallo di Burgos, ma «è anche necessario il coinvolgimento dei privati per garantire una gestione efficiente che non provochi un ulteriore aggravio alle finanze regionali». Lo ha detto l’assessore regionale alla Programmazione e al Bilancio e vicepresidente della giunta Raffaele durante il confronto con la Comunità montana del Goceano, da dove sono ripartiti i suoi incontri per la programmazione territoriale in tutta la Sardegna.

L'incontro é stato convocato su iniziativa della Comunità Montana del Goceano, rappresentata dal presidente e sindaco di Bono, Michela Sau. Con lei, oltre agli amministratori dei Comuni appartenenti alla Cm (Anela, Benetutti, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Nule), anche i consiglieri regionali Daniele Cocco e Gaetano Ledda. L'assessore Paci è stato accompagnato in visita alla Scuola di polizia di Burgos: creata con il programma nazionale “Sicurezza e Legalità" nell'ambito della programmazione 2000-2006, costituisce un polo di eccellenza, finanziato dallo Stato, per l'addestramento dei corpi di polizia a cavallo. Gli amministratori locali hanno espresso la forte preoccupazione per il ventilato disimpegno dello Stato e hanno auspicato un intervento dell'amministrazione regionale. L'assessore Paci ha ribadito il forte interesse della giunta regionale per la piena valorizzazione della struttura (costata svariati milioni di fondi pubblici), ma trovando forme di gestione che non pesino sulle casse regionali.

Il confronto con gli amministratori del Goceanao ha visto come punti di forza la tradizione equestre, ma anche il patrimonio forestale di Burgos, il comparto zootecnico, l'agricoltura e le produzioni artigianali, il tutto canalizzato e valorizzato attraverso una politica per il turismo che punta molto su quello termale. Per la programmazione territoriale, ha detto Paci, saranno le stesse comunità locali a segnalare alla giunta gli elementi su cui puntare per valorizzare l'economia locale. Con una particolare attenzione alle infrastrutture: d’ora in poi verranno finanziate quelle strettamente funzionali al progetto di sviluppo. «Nessuno meglio degli amministratori locali conosce la realtà in cui vive ed è in grado di individuarne i bisogni, le potenzialità e le strategie per la crescita, attraverso progetti sostenibili che mettano al centro le imprese». I progetti elaborati devono essere coerenti col Piano di sviluppo regionale: presentata la manifestazione di interesse e dopo che gli uffici regionali ne valutano la coerenza, inizia la fase negoziale che porta alla definizione del progetto e alla sottoscrizione di un accordo di programma tra Regione e territorio. «Mai da noi sarà ammesso – ha affermato Paci – un progetto senza la certezza di poterlo finanziare: basta

con le promesse irrealizzabili, con le strutture economicamente insostenibili che pesano sulle tasche dei cittadini perché è difficile e spesso impossibile trovare forme di gestione adeguate. In Sardegna ce ne sono già tante, purtroppo, non possiamo permettercene altre. Serve una svolta».

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