Ambulatori affollati, il sindaco di Bono: serve un infermiere

BONO. Nell’ambito del “calendario vaccinale per la vita edizione 2014” tre nuovi vaccini sono stati introdotti, in modo totalmente gratuito, nella Asl n.1. Una novità importante che rischia però di...

BONO. Nell’ambito del “calendario vaccinale per la vita edizione 2014” tre nuovi vaccini sono stati introdotti, in modo totalmente gratuito, nella Asl n.1. Una novità importante che rischia però di far precipitare nel caos gli ambulatori del Goceano, le cui risorse sono inadeguate a fare fronte a questo aumento dei carichi di lavoro. Nel solo primo anno di vita, gli ingressi minimi nei centri vaccinali sono passati da tre a sei per ogni bambino. Se si considera che nel territorio del Goceano i nuovi nati sono mediamente 80 all’anno, il conto è presto fatto e i numeri lievitano ulteriormente in quanto agli accessi previsti per i piccoli si devono sommare quelli dei pazienti anziani per il vaccino antinfuenzale.

Gli ambulatori di Igiene e Sanità pubblica del territorio garantiscono due aperture settimanali, per un totale di sei ore, a Benetutti (dove confluiscono anche i residenti nei comuni di Anela, Bultei e Nule) e due aperture settimanali, complessivamente otto ore, a Bono (dove si prendono in cura anche i pazienti i residenti nei comuni di Bottidda, Burgos, Esporlatu e Illorai). Nonostante l’impegno e la professionalità messe in campo dal medico vaccinatore e dalla puericultrice che lo assiste, si è rivelato materialmente proibitivo garantire il servizio con l’assolvimento di tutte le mansioni richieste nel corso delle sedute vaccinali.

Il sindaco di Bono Michela Sau ha voluto dar voce alla preoccupazione della comunità per la situazione dei centri vaccinali del Goceano, con una lettera indirizzata all’assessorato dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale. Il primo cittadino ha chiaramente spiegato

la situazione a Luigi Arru, chiedendo che si proceda con l’introduzione della figura di un infermiere professionale che aiuti il medico a portare a termine il proprio lavoro nel migliore dei modi e che garantisca ai pazienti la tranquillità e la sicurezza necessarie.

Maria Laura Mameli

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