L’emergenza sangue non finisce mai

Carenze per il gruppo zero, trasfusioni ridotte ai talassemici: nonostante la generosità dei donatori le sacche non bastano

SASSARI. L’emergenza sangue non finisce mai. Nei giorni scorsi era scattato il preallarme per la carenza di disponibilità di sacche per il gruppo 0, sia positivo che negativo, con appelli alla donazione che si sono rincorsi sul web a favore di pazienti che avevano estrema necessità di essere trasfusi. Allo stesso tempo, vista la cronica carenza di plasma, ai talassemici sono state ridotte le trasfusioni. E anche alcuni ricoveri sono stati rinviati.

Un’emergenza che si è acuita nel corso dell’estate, come sempre accade ormai da anni, ma che non può essere considerata ormai solo periodica. E questo nonostante la generosità dei donatori sardi, in vetta alle classifiche nazionali. Ma puntualmente il sistema collassa. Durante la stagione estiva, perché cresce la popolazione e contemporaneamente aumenta il numero di accessi agli ospedali, nel corso degli altri mesi dell’anno perché comunque si verificano diverse situazioni che richiedono più abbondanza di scorte rispetto a quelle presenti., impoverite dal maggior utilizzo nei mesi di vacanza. Insomma, una carenza cronica, con picchi di disagio per i trasfusi periodici, come sono ad esempio i talassemici. «Sì, purtroppo il problema non è mai arrivato a soluzione – commenta Francesco Secondi, presidente dell’Associazione talassemici sardi –. i nostri malati lo hanno potuto toccare con mano nei mesi scorsi e alcuni di loro lo stanno vivendo anche in questi giorni: invece di due sacche per trasfusione ogni quindici giorni, devono farne una alla settimana, in attesa che le scorte ritornino a livelli non di guardia».

La Sardegna ha proprio nella presenza dei malati del morbo di Cooley la sua debolezza che rappresenta uno dei principali ostacoli all’autosufficienza in materia di donazioni di sangue. Milleduecento i sardi che soffrono di anemia mediterranea e ai quali viene destinata una parte preponderante dello stock di sacche a disposizione. Questo però non significa che non si facciano tutti i tentativi per incrementare le donazioni. All’Avis provinciale e comunale si punta molto sulle campagne di sensibilizzazione e raccolta. Dice il presidente della sezione sassarese, Alessandro Sala: « In tutti i Comuni abbiamo incrementato negli anni la raccolta, e solo a Sassari siamo passati da 1600 a 2200 sacche all’anno. Grazie alla collaborazione proficua con il centro trasfusionale, stiamo raggiungendo risultati sempre più incoraggianti. Proseguiamo la raccolta di sangue nelle scuole e l’ultino giovedì di ottobre, e ancora per due giovedì a novembre e dicembre porteremo l’autoemoteca in piazza

d’Italia».

Non solo. Per incrementare la raccolta, si sta raggiungendo un accordo tra Avis provinciale, centro trasfusionale e Asl per ampliare l’orario di apertura del centro anche al pomeriggio. L’autosufficienza, anche se appare lontana, resta sempre il rmo obiettivo. (p.f.)

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