Cargeghe e musica: successo a Chicago per la Biblioteca

CARGEGHE. Ampi consensi di pubblico e di critica ha riscosso la “Biblioteca di Sardegna”, ospite lo scorso 20 ottobre dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago. Per l’istituzione cargeghese è...

CARGEGHE. Ampi consensi di pubblico e di critica ha riscosso la “Biblioteca di Sardegna”, ospite lo scorso 20 ottobre dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago. Per l’istituzione cargeghese è stata l’occasione per illustrare uno studio pionieristico sui rapporti tra musica italiana e americana condotto dall’etnomusicologa Giuliana Fugazzoto.

Alla presenza del Console generale d’Italia Adriano Monti, una nutrita platea di curiosi e studiosi ha accolto con interesse gli esiti del progetto che per la prima volta documenta i processi di contaminazione tra la cultura nostrana e quella a stelle e strisce, giungendo ad una rilevazione tanto inedita quanto sorprendente, ovvero che la musica americana è in gran parte opera degli emigrati italiani che nel primo trentennio del Novecento produssero oltre oceano circa 7500 documenti sonori tra genere operistico, canzone, musica da ballo ed altre varietà strumentali. Aperto dal saluto del ministro degli esteri Paolo Gentiloni, l’appuntamento ha visto, tra gli altri, la presenza di un’autorità in materia musicale come Tom Crowm, ideatore dell’omonima sordina per tromba e trombone, ed ancora di Dominic Candeloro, responsabile della biblioteca di Casa Italia a Chicago, oltre che di altre rappresentanze delle università e accademie dell’Illinois. Finanziato dalla Comunità Europea e condotto con la consulenza scientifica dell’Università degli Studi di Udine, il progetto presentato a Chicago ha visto lo studio, la catalogazione, l’analisi e la digitalizzazione di una collezione di oltre tremila fonti discografiche a 78 giri; un lavoro unico nel panorama etnografico italiano, diventato anche un libro dal successo ormai internazionale, dal titolo “Ethnic Italian Records”.

«Siamo onorati dell’accoglienza ricevuta – dichiara Giovanna Santoru, presidente della “Biblioteca di Sardegna” –. In America abbiamo trovato una comunità italiana molto sensibile ai nostri progetti, con cui continueremo a condividere nuovi fecondi filoni di ricerca».

Pietro Simula

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