Cervelli in casa: giovane ricercatrice dell'Università di Sassari guiderà un progetto internazionale

Lucia Delogu, del Dipartimento di Chimica e Farmacia, a capo di G-Immunomics che studierà l'uso del grafene in medicina

SASSARI. Una ricercatrice dell'Università di Sassari coordinerà un progetto internazionale di ricerca che ha come obiettivo finale l'utilizzo del grafene in medicina e le applicazioni terapeutiche di questo nano materiale versatile costituito da un singolo strato di atomi di carbonio, dalle enormi potenzialità nel campo della salute.

Lucia Gemma Delogu, sassarese, 33 anni, del Dipartimento di Chimica e Farmacia, sarà a capo di un gruppo di ricerca che coinvolge sei università (compresa quella di Sassari) e istituti di ricerca tra Italia, Francia, Germania, Turchia e Regno Unito.

“G-Immunomics” è il nome del progetto che ha ottenuto un sostanzioso finanziamento nell'ambito della call competitiva internazionale Flagera 2015: in tutto sono oltre 990mila euro, che in gran parte andranno proprio all'Università di Sassari. Solo un altro progetto italiano, tra i 13 a livello europeo che hanno ottenuto una valutazione positiva, è stato ritenuto meritevole di un finanziamento in posizione di coordinamento. G-Immunomics ambisce ad aprire la strada allo sviluppo di nuove nanotecnologie che contribuiranno alla qualità di vita migliore per gli anziani e nuovi approcci nel trattamento di patologie come il cancro.

«L'obiettivo dello studio è quello di sviluppare un nanomateriale,

basato sul grafene, che abbia proprietà terapeutiche e sia, ad esempio, adatto a rilasciare i farmaci unicamente nella sede di interesse- spiega la dottoressa Delogu -Possibili applicazioni potrebbero essere per nuove chemioterapie più mirate e quindi con minori effetti collaterali».

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