«A 20 anni indosso il velo per scelta: mi sento una regina»

Hanno tra i 20 e i 22 anni. Partecipano composte e attente alla manifestazione organizzata dalla scuola media Pasquale Tola per celebrare la pace e l’integrazione. Dei popoli e delle religioni. Sono...

Hanno tra i 20 e i 22 anni. Partecipano composte e attente alla manifestazione organizzata dalla scuola media Pasquale Tola per celebrare la pace e l’integrazione. Dei popoli e delle religioni. Sono in quattro. E spiccano per il loro aspetto fra una moltitudine di adolescenti nervosi e impazienti di sentire la campanella che segna la fine delle lezioni. Indossano il velo islamico. Tre di loro la versione “soft”, l’hijab; la quarta veste uno chador azzurro che la ricopre dalla cima dei capelli alle caviglie, lasciando liberi il viso, le mani e i piedi. Si chiamano Selma, Mariam, Leila e Bouchra. Sono di origine marocchina, e sarde di adozione: vivono tre a Ittiri e una a Thiesi. E tutte e quattro studiano all’Università di Sassari. «Nessuno in famiglia ci

ha obbligato a indossare il velo o a essere musulmane, è una nostra scelta, consapevole. «Sì, il velo è un precetto della religione islamica, ma siamo libere di indossarlo o no», spiegano. E Selma chiude il discorso con orgoglio: «Con il velo mi sento una regina all’interno del suo regno».

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