Sini agli arresti domiciliari dopo il blitz “punitivo”

L’anziano di Ploaghe aveva dato fuoco ad alcune auto e al panificio del paese Sentito dal giudice, l’uomo dovrà attendere l’udienza fissata per il 13 gennaio

PLOAGHE. È agli arresti domiciliari nella sua casa di Ploaghe Michele Sini, il pensionato di 73 anni che mercoledì mattina ha seminato il panico in paese nel corso di un vero e proprio blitz incendiario che ha causato diversi danni a un panificio, a due auto e ad alcune abitazioni di un intero rione. Dopo l’arresto avvenuto nel cortile della sua casa in via Fermi da parte dei carabinieri di Ploaghe l’uomo è stato sentito dal magistrato il quale ha convalidato l’arresto e ha disposto gli arresti domiciliari in attesa del processo. Processo che si celebrerà il prossimo 13 gennaio e che si preannuncia complesso in quanto si presume la costituzione come parte civile delle vittime della furia incendiaria (e non solo) del vecchietto.

Mercoledì mattina Michele Sini, dopo aver presumibilmente pianificato tutto, ha messo in atto il suo folle piano. Qualcuno in paese racconta che il pensionato, che continua a lavorare nelle sua azienda agricola, avesse lamentato qualche tempo fa il furto di alcuni agnelli. Da allora ha iniziato a vedere nemici dappertutto e forse ad avere anche manie persecutorie. Così ha deciso di “vendicarsi” un po’ con tutti, a cominciare dai suoi vicini a cui ha incendiato l’auto e il portone per proseguire con altre persone del vicinato sino al panificio di Salvatore Chessa colpevole probabilmente di essere già in attività alle 7,30 del mattino. Dopo aver incendiato un fuoristrada in via Brigata Sassari e aver aggredito i proprietari con una spranga, Sini è risalito nella sua Marbella e ha puntato al panificio. Qui ha lanciato una molotov all’interno del locale e mentre il titolare e il personale erano intenti a spegnere il fuoco è tornato all’attacco con un’altra molotov che però non è riuscito a innescare nonostante avesse cercato di svuotare il contenuto addosso al Chessa, e poi ancora, armato di una spranga. Disarmato dal panettiere Fini ha proseguito il suo blitz prima in una casa di via Sant’Antonio e poi a casa del suo vicino, al quale ha dato fuoco alla Golf e al portone di casa con un secchio pieno di benzina. Compiuta la sua “missione” è rimasto in attesa dei carabinieri davanti casa sua ma prima di arrendersi ha rovesciato loro addosso un bidone di latte. I danni del raid sono ingenti. Il panificio

di via Fais oltre che ai locali e alle attrezzature ha subito gravi danni anche all’impianto elettrico e, oltre ai danni alle auto e ai portoni, Sini dovrà rispondere anche dell’aggressione con una spranga alla moglie di una delle sue vittime colpita alla schiena mentre spegneva le fiamme.

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