Più vicina la firma del contratto per i dieci artieri di Agris

A fine anno ai lavoratori non era stato prorogato il contratto a causa di lungaggini burocratiche Soddisfazione del consigliere Daniele Cocco, promotore dell’articolo della finanziaria in Regione

OZIERI. Buone notizie sono giunte ieri da Cagliari in merito alla vicenda dei dieci artieri Agris ai quali a fine anno non era stato prorogato il contratto per una serie di pasticci burocratici. La firma dei nuovi contratti è vicina e i documenti attendono solo la firma ufficiale: otto saranno reintegrati subito, gli altri due lo saranno il primo febbraio dopo il mese di “pausa” dovuto a chi ha già avuto quattro proroghe di contratto. La notizia è stata resa nota ieri dal capogruppo di Sel in consiglio regionale Daniele Cocco, che come si ricorderà era stato promotore e redattore dell’articolo della legge finanziaria che stabiliva, in alcuni “passi” successivi, la stabilizzazione delle figure di artieri un tempo stagionali che erano rimasti fuori dalle stabilizzazioni iniziate nel 2008. Dopo l’approvazione della norma nel dicembre 2013, e un altro passaggio che la aveva sancita definitivamente, l’assunzione progressiva degli artieri era iniziata nel gennaio dello scorso anno, in varie tranche che a marzo, luglio e poi ottobre avevano a poco a poco inserito nelle strutture Agris del settore equino dieci “nuovi” operai artieri. Dieci e non tredici, numero degli aventi diritto individuati in un primo momento, poiché alla fine tre di questi artieri erano risultati privi di alcuni dei requisiti richiesti (come l’anzianità di servizio) e nonostante i vari tentativi di inserirli nel novero degli aventi diritto non c’era stato niente da fare. Da gennaio a ottobre, quindi, erano stati assunti dieci operai: un sollievo per le famiglie, alcune delle quali si trovavano nella condizione di precarietà del reddito da vent’anni se non di più, ma una buona notizia anche per il comparto: le strutture di Su Padru (Ozieri), Burgos e Tanca Regia, dove le forze fresche avevano di fatto migliorato notevolmente la qualità del lavoro dopo anni di organici ridotti. Una condizione che si è ovviamente riverberata sulla qualità del servizio offerto, e sulla cura dei cavalli e delle strutture legate a un settore che riveste ancora carattere primario in Sardegna nonostante la crisi dell’ippica. In tempi duri, nei quali più voci da tempo sostengono che solo salvaguardando l’allevamento e l’incremento degli equini si possa rilanciare il comparto ippico, mettere finalmente a regime il primo baluardo per la cura e il progresso di questo settore non può che essere una buona notizia. Come è, ovviamente, un’ottima notizia per le famiglie degli artieri, che dopo anni di precarietà possono finalmente sperare in una definitiva

stabilizzazione nel giro di qualche mese. Così prevede la legge regionale promossa dall’onorevole Cocco, che dal canto suo, pur deplorando «il ritardo con il quale si è pervenuti alla firma dei contratti», si dichiara «fiducioso sul buon esito, sul quale si attendono riscontri immediati».

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