La venerabile Elisabetta sarà beata entro l’anno

Procedono a ritmo spedito le procedure dopo il riconoscimento di un miracolo A Saccargia la cerimonia che vedrà al centro la religiosa di Codrongianos

CODRONGIANOS. Entro l’anno, forse nei prossimi mesi di settembre-ottobre, la Sardegna avrà il suo settimo beato, per la diocesi di Sassari il secondo nel volgere di due anni. Elisabetta Sanna di Codrongianos - la donna analfabeta che ha consacrato tutta la sua vita di moglie, mamma e di terziaria professa e di aderente all’Unione dell’Apostolato cattolico - sarà elevata alla gloria degli altari. Per l’ufficialità si attende che l’Osservatore Romano e la Radio Vaticana pubblichino il decreto di beatificazione che Papa Francesco firmerà nei prossimi giorni. Il timbro papale è l’ultimo documento richiesto per concludere positivamente la causa di beatificazione della “Santa di San Pietro”, come i romani chiamavano la Sanna. Il 12 gennaio scorso la Congregazione per le cause dei santi ha riconosciuto, nel corso della riunione plenaria dei cardinali e vescovi, l'autenticità del miracolo attribuito alla sua intercessione. In questi giorni il prefetto della “fabbrica dei santi e beati”, cardinale Angelo Amato, porterà la documentazione richiesta a Papa Francesco per il placet definitivo. Sicuramente non ci saranno sorprese perché tutti gli organismi vaticani previsti dall’iter per la beatificazione - commissione medica, commissione teologica e plenaria dei cardinali - hanno unanimemente stabilito che l’improvvisa e immediata guarigione di una ragazza brasiliana da un tumore al braccio non è scientificamente spiegabile e si deve all’intervento divino richiamato dalle preghiere a Elisabetta Sanna. A due anni esatti dal riconoscimento delle virtù cristiane eroicamente vissute da questa donna codrongianese, che le hanno meritato il grado di “venerabile”, ecco il ben più significativo titolo di beata. Grazie al quale potrà essere pubblicamente invocata e venerata in Sardegna, probabilmente nel Lazio, in particolare a Roma, dove ha vissuto gli ultimi 27 anni di vita, infine nelle comunità della Società Apostolica Cattolica, la congregazione fondata, a metà del XIX secolo da San Vincenzo Pallotti. «Per noi è motivo d’orgoglio e ci procura grande emozione - dice il sindaco di Codrongianos, Luciano Betza, informato da qualche giorno dell'imminente decreto papale - avere nel martirologio romano una grande figura di donna nata e vissuta nel nostro Comune». Uno dei motori della causa di beatificazione è stato l’avvocato Gianfranco Casu, presidente del comitato locale, che con entusiasmo ha collaborato col postulatore della causa, il polacco padre Jan Korycki. Finchè nel 2008 la notizia della guarigione improvvisa di una giovane brasiliana da quasi cinque anni con un braccio paralizzato da un tumore. Indagini mediche, colloqui e testimonianza raccolte, portate a Roma, in Vaticano, per la valutazione degli esperti della Congregazione della Santa Sede. Il pensiero di tutti è rivolto al giorno e al luogo della cerimonia di beatificazione. La data sarà concordata tra l’arcivescovo di Sassari, monsignor Paolo Atzei - in queste circostanze autentico plenipotenziario della Santa Sede - e il Prefetto della Congregazione, cardinale Angelo

Amato, che tornerà in Sardegna per ripetere alla lettera quanto fatto il 12 ottobre 2014 in occasione della beatificazione di padre Francesco Zirano. Diverso lo scenario: anziché il piazzale "Segni" di Sassari, con tutta probabilità le stupende e suggestive forme della basilica di Saccargia.

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