Il Consorzio di bonifica ha chiuso i rubinetti

Sos acqua nella piana di Chilivani, non piove e i campi restano a secco Il presidente dell’ente: una decisione drastica ma inevitabile vista l’emergenza

OZIERI. Le previsioni della vigilia dovute alla drammatica carenza d’acqua si sono avverate: il Consorzio di bonifica del nord Sardegna ieri ha chiuso i rubinetti delle condotte idriche collegate con l’invaso del Lerno, il cui apporto è determinante per l’irrigazione della piana di Chilivani.

Campi senz’acqua, quindi, come previsto qualche giorno fa dal presidente Diego Pinna, che annunciando la carenza di acqua aveva aggiunto che l’erogazione sarebbe stata garantita sino a fine gennaio. La decisione di chiudere le condotte, quindi, assunta in accordo con la direzione del distretto idrografico della Sardegna e l’Enas (gestore della diga), è stata obbligata: la pioggia non è caduta, se non in misura irrisoria, e la parsimonia nell’utilizzo dell’acqua non è stata sufficiente per scongiurare la chiusura. «Il forte deficit idrico - dice il presidente Diego Pinna- ci ha costretto, nostro malgrado, a questa drastica decisione. Naturalmente ci rammarichiamo, ma siamo certi che i nostri consorziati capiscono l’evidente stato di emergenza. La carenza idrica lacustre è dovuta principalmente allo scarso afflusso di acqua dai corsi immissari le cui portate sono prive di significativi apporti di acqua piovana. Le quantità del bacino vengono inoltre ridotte dai prelievi giornalieri che vengono utilizzati per l’uso civico. L’auspicio – aggiunge – è che le condizioni climatiche mutino al più presto e che l’invaso venga rimpinguato». Un dato confortante è sicuramente quello relativo alla capienza presente in questo periodo: lo scorso anno, quando la capacità idrica era leggermente superiore a quella attuale, era circa 13 milioni di metri cubi ma in seguito, grazie alle intense piogge e nevicate, si era riusciti a invasare una quantità importante tale da consentire lo svolgimento della stagione irrigua. Del problema si parlerà nei prossimi giorni in un tavolo tecnico convocato per decidere provvedimenti urgenti per far fronte all’emergenza. Nell’occasione il presidente del Cb nord Sardegna porterà avanti la proposta, più volte avanzata, di affidare la gestione delle dighe sarde direttamente ai consorzi. «Ciò porterebbe alla riduzione dei costi per gli agricoltori – spiega – ma eviterebbe che in futuro si

prendano decisioni come quella assunta qualche anno fa dall’attuale gestore che, in seguito a stagioni piovose che avevano permesso all’invaso di Pattada di accumulare importanti quantità di acqua, aveva aperto gli argini e gettato via l’importante risorsa che oggi sarebbe stata essenziale».

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