Accoltella la moglie: in cella dopo la fuga

L’ex sottufficiale è stato fermato a Luna e Sole dalla polizia. La consorte è arrivata all’ospedale con il coltello nella schiena

SASSARI. La settimana di follia di Angelo Muroni è finita con un paio di manette intorno ai polsi e un’accusa pesantissima: il tentato omicidio della moglie.

Il sottufficiale in pensione della marina militare, che venerdì scorso aveva fatto parlare di sè dopo aver bloccato per protesta la sua auto davanti al palazzo di giustizia di via Roma, ieri pomeriggio - al culmine dell’ennesima discussione tra le mura domestiche - ha colpito alla schiena la moglie Cristina Mazzaglia, di 69 anni, con un coltello da cucina. La lama rimasta incastrata tra le scapole, è stata estratta dai medici del pronto soccorso, dove la donna è arrivata a bordo di un’ambulanza del 118 che lei stessa ha chiamato in preda alla disperazione. Cristina Mazzaglia è sotto choc ma per i medici fortunatamente è fuori pericolo. Angelo Muroni, 63 anni, era esasperato da tempo a causa delle lentezze burocratiche relative alla sua pratica per l’affidamento ad un amministratore di sostegno che lo avevano lasciato senza un soldo. Ieri pomeriggio ha scaricato tutta la sua rabbia nei confronti della consorte, poi ha preso la macchina e si è allontanato dalla palazzina di viale Umberto in cui la coppia viveva da una vita. Sono stati gli uomini della squadra mobile, guidati dal dirigente Bibiana Pala, a rintracciarlo nel posteggio dei camper di via Parodi, nel quartiere di Luna e Sole e ad accompagnarlo in questura. Per riuscire a convincerlo alla resa, un’operatrice del 113 lo ha chiamato al cellulare durante la fuga e dopo averlo tranquillizzato è riuscita a convincerlo a fermarsi e a consegnarsi agli uomini della Sezione omicidi. In questura l’uomo è crollato e dopo un racconto confuso dell’accaduto è stato accompagnato nel carcere di Bancali su disposizione del procuratore capo reggente Paolo Piras. La moglie ha riportato una lesione vertebrale ma ha lasciato la palazzina di viale Umberto sulle sue gambe. I medici del 118 le hanno avvolto un lenzuolo intorno al corpo e l’hanno aiutata a salire in ambulanza, davanti agli sbigottiti di vicini di casa. I litigi tra Angelo Muroni e Cristina Mazzaglia erano ormai piuttosto frequenti, come riferiscono anche i titolari degli esercizi commerciali nelle vicinanze, che sapevano del loro tribolato rapporto. «Lei non si vedeva mai - racconta una barista della zona - mentre lui fino a qualche tempo fa veniva spesso a prendere il caffè. Era un tipo strano - aggiunge - ma non sembrava una persona cattiva». L'accusa per lui è di tentato omicidio. Negli ultimi tempi Angelo Muroni aveva assunto strani comportamenti.

I condomini della palazzina di viale Umberto avevano notato che qualcosa non andava. Il campanello d’allarme venerdì scorso, quando l’ex sottufficiale aveva parcheggiato la macchina in mezzo alla strada, in via Roma. Nessuno però si aspettava un epilogo come quello di ieri.

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