Lunissanti: domani torna la magia dei riti pasquali

A Castelsardo tutto pronto per il cammino degli Apostoli nei vicoli medievali All’imbrunire una lunga processione illuminata soltanto dalle fiaccole

CASTELSARDO. È giunta la data fatidica. Domani sarà di nuovo Lunissanti. Archiviate le palme, benedette oggi nelle diverse funzioni religiose, domani mattina, la sveglia all’alba è d’obbligo per assistere alla vestizione ed alla partenza degli “Apostoli”. La messa mattutina è fissata per le 7. Il cappellano della Confraternita, don Giovanni Pittorru, celebrerà la prima eucaristia di una lunga giornata di riti. Al termine della messa, i confratelli si inginocchiano di fronte all’altare e cantano, con passione, il “Salve Regina” alla Madonna.

Il primo a partire sarà il coro del Miserere, eseguito da Armando Pala (bassu), don Santino Cimino (contra), Renato Sanna (bogi) e Osvaldo Pinna ( falzittu), a cui seguiranno, chiamati di volta in volta dal Priore Mariano Cimino, dieci confratelli, che da quel momento diventeranno “Apultoli”, che reggono in mano, solennemente, i “Milteri”, oggetti che ricordano le tappe della passione di Cristo. Ad interrompere la sfilata dei Misteri ci sarà il coro dello Stabat Mater, affidato quest’anno a Gianluca Satta ( bassu), Gianluca Serra (contra), Stefano Tugulu ( bogi), Mariano Sini ( falzittu).

L’ultimo coro, lo Jesu, chiude la lunga processione e sarà eseguito dai confratelli Angelo Satta ( bassu), Alessio Serra (contra), Antonio Lorenzoni (bogi), Tore Brozzu ( falzittu). La prima “uscita” si conclude al Bastione, attorno alle nove della mattina ma il corteo si ricompone nuovamente a Tergu alle 10:30, per arrivare alla chiesa dedicata a Nostra Signora di Tergu, e presentare i Misteri alla Madre.

Dopo il pranzo campestre, alle 1530, i confratelli reindossano la veste bianca, prendono i misteri e, in corteo, si riavviano verso Castelsardo ripercorrendo il primo tratto dell’antica strada campestre che univa i due centri.

All’imbrunire, la lunga processione riparte dalla Cattedrale, per il suo momento più noto e suggestivo. Percorrerà le antiche vie medievali, illuminate solo dalle fiaccole delle giovani consorelle e dalle lampade a cera, fissate alle pareti esclusivamente lungo il percorso

attraversato dagli Apostoli, le altre vie rimangono al buio.

La giornata si concluderà con la rievocazione dell’ultima cena da parte dei protagonisti principali della giornata, i confratelli dell’Oratorio di Santa Croce che sederanno a tavola secondo l’antico rito e la tradizione locale.

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