Oggi la processione per portare i simulacri dei martiri a Balai

La messa in Basilica alle 18, poi il pellegrinaggio verso il santuario dove le statue resteranno fino al 15 Prevista una grande partecipazione da tutta l’Isola: quello del 3 maggio è tra gli atti di fede più sentiti

PORTO TORRES. La messa in Basilica alle 18 e poi la processione per accompagnare i simulacri dei martiri Gavino, Proto e Gianuario al santuario di Balai. Qui resteranno per una periodo tra i più brevi del calendario, considerato che la domenica di Pentecoste cade il 15 maggio. E quella sera - sempre in processione le statue dei tre Martiri faranno in rientro in Basilica accompagnate da una folla di fedeli.

Il culto di Gavino è molto forte, oltre che in Sardegna, nella vicina Corsica, dove ci sono cinque paesi che portano il suo nome. Gavino, morto decapitato il 25 ottobre 303, al tempo della persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano, mentre Proto e Gianuario ebbero la stessa sorte il 27 ottobre. Che Gavino fosse un soldato, Proto un sacerdote e Gianuario un diacono, secondo il ‘Martirologio Geronimiano’ del VI secolo, un autore anonimo deve averlo dedotto da altre antiche fonti oppure da tradizione orale tramandata.

Il 3 maggio di ogni anno una folla numerosa di fedeli accompagna i simulacri dei Santi Martiri nella chiesetta a picco sul mare. É uno degli atti di fede più significativi: da quel giorno, infatti, fedeli di tutte le età vi si recano in pellegrinaggio fino alla domenica di Pentecoste. E la sera del 15 maggio tantissimi fedeli provenienti da tutta la diocesi, autorità religiose, civili e militari riaccompagneranno le statue lignee dei protomartiri in Basilica.

La Processione del rientro e il Pontificale del giorno della festa sono i momenti culminanti in cui la comunità turritana manifesta la propria devozione ai Santi. Anche la celebrazione del giorno dopo, mercoledì 4 maggio, è particolarmente sentita e partecipata: la data è assunta per tradizione come l’anniversario della Dedicazione (o consacrazione) della Basilica e l’origine e la conferma di tale tradizione va riferita al “Condaghe di San Gavino” apografo stampato nel 1620, di cui si trova un unico esemplare a Cagliari presso la biblioteca universitaria. In calce

al documento a stampa in lingua sarda logudorese, si porta la data di dedicazione e consacrazione della Insigne Basilica Turritana, fino al 1441 cattedrale dell’Arcivescovo Turritano, che aveva sotto di sé ben 7 diocesi suffraganee (Sorres, Plovaca, Castra, Bisarcio, Ampurias, Bosa e Ottana).

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