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Una piazza intitolata al medico eroe Loriga

CODRONGIANOS. Chissà quante volte l’avrà sognato il ritorno, magari definitivo, nella sua terra. Sì, perché neanche lui, il dottor Andrea Loriga, sarà sfuggito a quella costante, quasi una legge, che...

CODRONGIANOS. Chissà quante volte l’avrà sognato il ritorno, magari definitivo, nella sua terra. Sì, perché neanche lui, il dottor Andrea Loriga, sarà sfuggito a quella costante, quasi una legge, che vive ogni emigrato in una terra qualsiasi: sognare di tornare a casa, nella propria comunità d’origine. È successo sabato 20 maggio. A Binasco, il suo paese di adozione, questo medico eccezionale era considerato una specie di eroe. Era morto giovane, massacrato e torturato dai fascisti, lasciando la moglie e due figlioletti. Al contrario a Codrongianos, il suo paese d’origine, lo avevano dimenticato tutti. Anche i vecchi nipoti ne avevano quasi perso il ricordo avendone solo sentito accenni di sfuggita fatti dai loro genitori. E così, la grande festa di sabato ha suggellato un cammino triennale, avviato da Vito Sperti, presidente del centro culturale La Tenda di Binasco (Milano) e il Comune di Codrongianos, che ha riportato il dottor Loriga alle sue radici. Il sindaco Luciano Betza, in una sala consigliare piena di gente, subito dopo la bella esecuzione di Deus ti salvet, Maria da parte del Coro San Paolo di Codrongianos, ha ricordato la sua bellissima esperienza e la commossa partecipazione, lo scorso anno, a Binasco, su invito de La Tenda, alla fiaccolata conclusiva partecipata da moltissime persone. Loriga era stato riconosciuto «Giusto tra i Giusti» e in suo onore era stata piantata una quercia e, alla sua base, collocato un cippo a lui dedicato. Ora anche Codrongianos ha voluto rendere onore a un proprio concittadino che ha dato lustro all’immagine del paese. Dopo la firma, da parte del sindaco Betza e di quello di Binasco del Patto di amicizia, e l’ascolto di un allegro canto tradizionale ancora eseguito dal coro San Paolo di Codrongianos, è stata benedetta dal parroco padre Antonio Piga una piazzetta, intitolata a Loriga con targa e foto: un “cofanetto” lastricato e lindo, con una palma, due panchine e uno scorcio di cielo che incornicia le colline. È seguito un rinfresco offerto dai nipoti e poi un pranzo offerto da amici: l’intera comunità, con compiti e modalità diversi ha partecipato intensamente alla festa. Che ha avuto la degna conclusione con la grande partecipazione alla funzione nell’abbazia camaldolese della Santissima Trinità di Saccargia.

Il sindaco Betza si è detto soddisfatto di aver concluso il proprio mandato con quest’ultimo piccolo, ma significativo

suggello: «Ogni festa ha un suo preciso scopo – dice – rendere sempre presenti gli eventi fondamentali della storia di un popolo o di una comunità, istituendo o consolidando la propria identità culturale. Ricordando il dottor Loriga ci siamo sentiti un po’ più orgogliosi delle nostre radici».

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