Un solo candidato per governare Banari

Antonio Carboni, insegnante di 53 anni, guida una lista civica dove le donne sono in maggioranza

BANARI. “Uniti per Banari”: è l’unica lista che concorrerà alle elezioni amministrative del 5 giugno. È stata presentata nei locali del Centro Polivalente. Il nuovo candidato alla carica di sindaco sarà Antonio Carboni, prima capogruppo e poi assessore alla Cultura nell’ultimo mandato di Gian Piero Cordedda, che, dopo 15 anni e 3 legislature consecutive alla guida del paese, lo scorso 11 maggio, nell’ultimo consiglio comunale, aveva salutato i concittadini con la relazione di fine mandato.

La lista civica presenta al suo interno 7 consiglieri uscenti, tra cui i due ex assessori e vicesindaci, Paoletta Cabras e Daniela Tola, e 4 nuovi ingressi, Nina Cherchi, Sabrina Fiori, Donatella Manca e Nicolina Milia, tutte donne. A rafforzare il gruppo i consiglieri uscenti Marco Carta, Serafina Falchi e Beniamino Sale, gli ultimi due al loro secondo mandato, e Lorenzo Meloni. Una presenza femminile maggioritaria, (7 elementi su 11), che supera largamente la quota del 50% stabilita per legge. Antonio Carboni, candidato sindaco, ha 53 anni, è insegnante di ruolo nell’istituto tecnico di Thiesi, e si presenta come indipendente, che, pur richiamandosi ai valori e agli ideali del centrosinistra, non è iscritto ad alcun partito e, per questa nuova avventura, ha riunito intorno a sé un gruppo di persone appartenenti a schieramenti politici diversi che, come cinque anni fa, hanno ritenuto di dover continuare un’esperienza d’ impegno comune. Un gruppo compatto e coeso che intende riprendere e continuare l’operato della precedente amministrazione che ha lasciato i conti in perfetto ordine, con un avanzo di amministrazione, certificato dall’ultimo bilancio, consuntivo di 109 mila euro. Tra i punti forti del programma, illustrati dal candidato sindaco e dalla sua squadra, è la promozione di uno sviluppo ecosostenibile, rivolto al recupero delle tipicità locali, intese come una risorsa e un’opportunità per l’avvio e il sostegno di una microimprenditorialità dal basso;; l’avvio di progetti ed iniziative specifiche rivolti alla fascia di età degli adolescenti ed a quella della terza e quarta età; la fine dei lavori dell’immobile dell’ex-scuola materna per un’attivazione rapida di un centro diurno di riferimento e

di accoglienza per la popolazione anziana. Il tutto favorito da uno spirito comunque unitario dove sarà fondamentale «fare sistema» tra tutti gli operatori economici, le associazioni culturali e i cittadini, per garantire un futuro e una prospettiva al paese e ai giovani.

Emidio Muroni

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