Aperta la “casa” della comunità senegalese

Inaugurata dalla guida spirituale Serigne Mame Mor Mbackè. Nel pomeriggio dibattito allo Smeraldo

SASSARI. Una bella giornata per parlare di immigrazione e per dimostrare come i Mouride di Sassari, la più numerosa in città, siano stati capaci di realizzare il grande sogno di una casa comune. Un locale di 300 metri in pieno centro storico, acquistato e ristrutturato con una colletta cui hanno contribuito tutti i senegalesi della numerosa comunità presieduta da Mamadou Chiekhou Gueye che ieri ha accolto festosamente la propria guida spirituale religiosa Serigne Mame Mor Mbackè. Una visita importante che è stata accompagnata con grande emozione da tutti i senegalesi della comunità Mouride.

In mattinata la inaugurazione della sede, nei pressi del corso Vittorio Emanuele, nei locali dell’ex circolo Raggio d’Oro. Qui potranno rivolgersi i senegalesi della numerosa famiglia religiosa che fa riferimento a Cheick Ahmadou Bamba «guida spirituale – spiegano nella nuova casa sassarese – noncè fondatore della confraternita Sufi dei Mouride, con oltre cinque milioni di fedeli in patria e quasi un milione tra il continente europeo e quello americano».

Di questo e di altro, ma soprattutto di immigrazione, si è parlato nel pomeriggio durante il secondo appuntamento organizzato per accogliere Serigne Mame Mor Mbacké.

Hanno partecipato all’incontro, al cineteatro Smeraldo, Alessandro Fiori, consulente giuridico e delegato alla FAO dell’Ambasciata del Senegal presso il Quirinale; Speranza Canu della Caritas Turritana; la console Gabriella Marogna ed Esmeralda Ughi presidente del Consiglio comunale di Sassari. «L’obbiettivo comune dei partecipanti – si legge in un comunicato di Mamadiu Chiekhou Gueye – è quello di sostenere ed interpretare il flusso migratorio inteso come risorsa socio-economica e non come peso sociale». «In quest’ottica – prosegue il capo spirituale della comunità Mouride residente a Sassari – dovranno essere coinvolti anche gli imprenditori i quali, nel valutare le possibilità di investimento nei paesi emergenti, saranno in grado di invertire il flusso migratorio di ritorno nei paesi d’origine. Viceversa, i migranti senegalesi devono partecipare attivamente alla vita sociale e economica del paese che li ospita contribuendo al suo sviluppo ed alla sua crescita».

Questa mattina, prima di partire per Venezia dove la attende un altro importante impegno istituzionale, la delegazione diplomatico-religiosa guidata da Mbacké si recherà dal questore di Sassari «per trattare – annuncia la nota – dei delicati

argomenti inerenti l’immigrazione e l’accoglienza».

«L’evento organizzato dalla comunità Mouride – spiegano gli organizzatori – rientra appieno nella cultura religiosa dell Senegal in quanto in questo paese costituisce l’identità stessa della popolazione»

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