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Mille fedeli alla messa del cardinale Burke

SASSARI. C’erano più di mille persone, l’altra sera, a Bancali per la cerimonia di incoronazione della Regina di Bancali con il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di...

SASSARI. C’erano più di mille persone, l’altra sera, a Bancali per la cerimonia di incoronazione della Regina di Bancali con il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Tanta gente che la piccola chiesa di san Gavino non avrebbe potuto accogliere. E infatti le celebrazioni si sono svolte all’esterno dove è stato eretto un altare sopra un terrapieno in cemento realizzato per l’occasione.

Al centro dell’altare il monumentale crocefisso e alla sua sinistra la statua della Regina di Bancali. Entrambe le opere realizzate dal maestro Elio Pulli.

Ma l’altra sera, nonostante l’imponente cerimonia religiosa, l’arcivescovo di Sassari non era presente. E con lui mancavano anche gli altri rappresentanti della curia turritana senza che nessuno, ufficialmente o ufficiosamente, abbia dato una spiegazione. Il cardinale Burke, in verità, ha ringraziato per l’invito a Sassari, padre Atzei. Lo ha fatto durante l’omelia, senza aggiungere altro.

Una cerimonia imponente e solenne, si diceva, con turiboli, profumo d’incenso e una gran quantità di fiori, ma secondo un rito che molti fedeli hanno fatto fatica a riconoscere. La cerimonia, infatti, si è svolta in latino (a parte il “Padre nostro”, l’omelia e altre brevi parti della messa). E il cardinale e gli altri concelebranti (il cerimoniere pontificio monsignor Marco Agostini e monsignor Valentino Miserachs Grau, Maestro di Cappella Musicale Liberiana della basilica di santa Maria Maggiore.)´ durante il rito davano le spalle ai fedeli.

Esattamente come succedeva nelle messe del periodo che precedeva il Concilio Vaticano Secondo. Ad assistere alla cerimonia, sotto l’attenta regia del parroco, don Antonio Serra, un nugolo di giovani sacerdoti frenetici e con le mani giunte, i cavalieri di Malta e tutto l’apparato paramilitare e infermieristico dell’Ordine, le crocerossine, gli appartenenti alla Congregazione della chiesa di san Giacomo, cortei di austeri cavalieri con vistosi mantelli e guanti bianchi e con copricapi simili a quelli dei sanculotti della Rivoluzione francese, dame in abito nero e regolamentari velette in pizzo, rappresentanti

dei gremi dei Viandanti.

Dall’altra parte della piazza, infermi con o senza carrozzina, accompagnatori e perfino un gruppo di reduci del corpo degli alpini. Il sindaco Nicola Sanna era assente, al suo posto il vice, Gianni Carbini e l’assessora Monica Spanedda.(p.p.)

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