Accoglienza agli immigrati Focus sul Nord Sardegna

Questo pomeriggio il convegno promosso dalle associazioni di “Diritti al Cuore” Una riflessione sul sistema attuale «più fonte di business che di integrazione»

SASSARI. In un momento in cui i flussi migratori provenienti da paesi poveri e in guerra stanno evidenziando la impreparazione dell’Europa a dare ospitalità e allo stesso tempo fanno nascere sentimenti di intolleranza, quando non di razzismo, è bene interrogarsi su come migliorare il livello di ospitalità, sia per dare un’accoglienza degna di questo nome ai migranti, visti anche come un business, sia proprio per evitare quei fenomeni di guerre tra poveri che purtroppo stanno nascendo.

A queste domande vuole rispondere il convegno “Vera accoglienza? L’accoglienza migranti nel Nord Sardegna” che si tiene oggi 14 giugno, alle 17 nella sala Angioy della Provincia di Sassari. Interverranno Fulvio Vassallo, paleologo (“L’accoglienza migranti nel sistema italiano”), Stefano Mannironi (“L’accoglienza migranti in Sardegna”), Sabrina Mura (“Le donne nei centri di accoglienza straordinari del Nord Sardegna”), Cristina Molfetta (“Buone Pratiche, esempi virtuosi di accoglienza”) e infine un funzionario della Prefettura di Sassari che parlerà di accoglienza dei migranti nel Nord Sardegna. Modera Mariantonietta Cocco, sociologa dell’università di Sassari. Interviene Mahamoud Isrissa Buone (testimonianza diretta), una di quelle persone che, dopo un viaggio estremamente avventuroso, è sbarcato nella nostra isola in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. Oggi che si è salvato la vita Mahamoud può raccontare la sua esperienza e dare un contributo alla conoscenza di un fenomeno destinato a crescere nel tempo.

Il convegno, promosso nell’ambito di “Diritti al Cuore”, manifestazione che coinvolge 24 associazioni, vuole evidenziare il sistema venutosi a creare «che risulta inadeguato, fonte di business e, nella maggior parte dei casi, non produttivo di una vera accoglienza o di inclusione sociale degli ospiti, lasciati “parcheggiati” nei diversi centri delle periferie italiane».

Secondo gli organizzatori «sarà un’occasione per fare il punto della situazione, capire le principali criticità del sistema, le problematiche legate all’integrazione, le buone pratiche messe in atto da diverse realtà. Il tutto con un focus sul territorio del Nord dell’isola, per potere capire, insieme, cosa si può creare per e con i migranti, spesso giovanissimi, che arrivano nel nostro territorio». Il convegno, aggiungono gli organizzatori, «non è frutto di “una sorta di moda”. È frutto di anni di lavoro, dialogo e cooperazione tra le diverse realtà del territorio. «Realtà che non privilegiano i migranti rispetto agli italiani ma che ritengono sia necessario essere consapevoli e tenersi aggiornati sulle problematiche legate ai nostri tempi e ai nostri territori. Gli organizzatori da anni si impegnano a fianco dei più deboli, di qualsiasi nazionalità

siano, senza creare distinzioni pericolose e fuorvianti. Si è consapevoli della difficile situazione in cui molte persone si trovano, italiane e migranti, e si lavora e si lavorerà con chiunque voglia collaborare per migliorare la condizione delle fasce più deboli della popolazione».

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