Sassari, blitz dei vigili: abusi edilizi al Vialetto

Sulla carta una struttura ad uso commerciale e uffici ma all’interno sono stati ricavati 30 mini alloggi affittati ai cinesi

SASSARI. La veste è quella di un complesso alberghiero e commerciale, con residence, negozi, pub e Bingo. Ma sotto pelle è un alveare di minuscoli appartamenti, presumibilmente abusivi, affittati alla comunità cinese e a qualche famiglia marocchina.

Che il Vialetto celasse questa doppia identità, non era certamente un mistero. Tutti sanno che all’interno della struttura risiede da anni una piccola chinatown. Ciò che invece ancora non si conosceva è che il Vialetto con tutta probabilità non ha mai avuto alcuna vocazione residenziale e tutti i mini appartamenti ritagliati all’interno costituiscono un abuso. Il sospetto è venuto alla polizia locale, che ieri mattina è intervenuta in forze. La struttura verso le 10 era circondata da diversi mezzi, e numerosi agenti hanno setacciato sei piani. Ma avere informazioni dai vigili è impossibile: l’unica dichiarazione stringata è questa: «Stiamo svolgendo un importante accertamento edilizio».

Sassari, il blitz dei vigili urbani al Vialetto SASSARI. Sulla carta una struttura ad uso commerciale e uffici ma all’interno sono stati ricavati 30 mini alloggi affittati ai cinesi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani(video Ivan Nuvoli)L'ARTICOLO

Chen al Vialetto ci abita da due anni. Ha 38 anni, parla bene l’italiano, è piuttosto stupito da tutto questo movimento. Il Vialetto, non sarà certamente un lusso, ma ha un requisito fondamentale: è un guscio che garantisce tranquillità e privacy. Un’oasi per una comunità che non ama il melting pot. Chen ha in affitto un piccolo monolocale all’ottavo piano. «Tutto in regola – si affretta a precisare – abbiamo il contratto. Tutti qui pagano l’affitto e nessuno è in nero. Ci saranno una trentina di alloggi per un centinaio di inquilini». Si tratta di monolocali e bilocali, per i quali il canone oscilla dai 400 ai 600 euro mensili. «Io e la mia famiglia viviamo in una quarantina di metri quadrati, una finestra, un piccolo bagno con lavandino, gabinetto e doccia, e un angolo cottura. A parte l’acqua che ogni tanto manca, non ci possiamo lamentare».

Il complesso il Vialetto è composto da due fabbricati. C’è la Scala A, dove ha sede il Pegasus Hotel, e poi la Scala B, che dovrebbe avere una destinazione d’uso commerciale ed uffici. Una porzione di questa struttura è stata trasformata in un palazzo residenziale. In particolare tre piani ospitano sessanta famiglie. Il cartongesso, si sa, fa miracoli nel ridisegnare i locali. E a quanto pare i titolari della struttura, l’ingegner Giampiero Manconi e la moglie, avrebbero plasmato gli spazi commerciali per convertirli a residenze. Tutto questo, però, senza avere le necessarie autorizzazioni edilizie. Cioè la predisposizione di cucine, servizi igienici, camere da letto, presuppongono una destinazione d’uso che il Vialetto sulla carta non possiede. L’unica residenza certificata da decenni è quella del custode. Ma accanto alla sua cassetta delle lettere, nel frattempo ne sono germogliate molte altre, quasi tutte appartenenti a famiglie cinesi.

È la forza lavoro di Predda Niedda, che predilige una sistemazione a chilometro zero. Per raggiungere la propria attività, la maggior parte degli inquilini cinesi si sposta a piedi o in bicicletta. Al Vialetto hanno costituito una piccola comunità, affiatata e convinta di vivere in perfetta regola. Ora se gli abusi verranno confermati, i cinesi saranno costretti a traslocare.

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