«No ai migranti all’ex Toluca»

Sit-in dei Fratelli d’Italia per il timore che la struttura venga trasformata in un centro di accoglienza

SORSO. «Guarda, c’è anche la piscina», dice uno. «Non lo vedi che è vuota? L’hanno recintata, non si sa mai che ci cadano dentro», fa notare sarcasticamente l’altro. Sono più o meno questi i discorsi che ieri pomeriggio circolavano tra i militanti di Fratelli d’Italia e del Movimento cristiano mentre sfidavano la calura estiva di Platamona per presidiare l’ingresso della struttura ricettiva dell’ex Toluca e protestare contro le voci dell’apertura di un centro di accoglienza per migranti: «Sarà un grave danno per l’immagine e la stagione turistica del territorio».

Il blitz è scattato intorno alle 16,30, quando una decina di militanti di destra, figli al seguito, ha invaso Platamona con striscioni e bandiere. In effetti all’interno dell’ex Toluca fervono lavori di pulizia già da qualche settimana. Il continuo via vai di operai avrebbe messo in allarme alcuni residenti che avrebbero poi avvertito i militanti di destra, decisi a fare barricate per fermare “l’invasione”. La tensione sale quando qualcuno prova a sbirciare all’interno della struttura. «Mi hanno preso a male parole», racconta la referente cittadina di Sassari per Fratelli d’Italia, Rossana Gurrera.

Raccontare le buone pratiche di altri centri di accoglienza sparsi nel territorio serve a poco, convincere i contestatori a desistere è inutile. Il messaggio in Fratelli d’Italia è chiaro: niente migranti a Platamona. «La struttura ha circa 50 stanze - spiegano - quindi potenzialmente potrebbero arrivare oltre un centinaio di migranti. È una follia per il turismo».

Un’altra manifestazione analoga era andata in scena nelle scorse settimane, sempre di fronte all’ingresso dell’ex struttura ricettiva di Platamona. Allora aveva partecipato anche il consigliere regionale Marcello Orrù, presidente del Movimento cristiano. Ma per ora di arrivi di migranti all’ex Toluca non si ha notizia. «Tuttavia, i residenti stanno perdendo la pazienza - dice il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Uccio Sanna - e hanno già iniziato a riunirsi per capire cosa succederà nel breve termine: abbiamo raccolto grande preoccupazione. La struttura non è recintata e i residenti già parlano di avere paura a mandare i figli e i nipoti a giocare fuori di casa». Ad avere paura, secondo i militanti, sarebbero anche le attività produttive della zona. «I gestori delle attività - aggiunge Sanna - hanno paura che l’apertura di un centro di accoglienza possa influire sugli affari».

C’è poi - sempre secondo i militanti - un non meglio precisato pericolo per la stagione turistica. E poco importa se il pocket money messo in mano a futuri migranti avrebbe buone probabilità di finire nelle casse delle attività della zona. «Questa non è integrazione - commenta il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda - gli abitanti della zona e le attività

commerciali si trovano in una situazione di abbandono totale. Mentre l’amministrazione comunale di Sorso lavora per riqualificare il litorale con l’installazione dei nuovi chioschi, le altre istituzioni (la prefettura di Sassari, ndc) vanno contro lo sviluppo economico del territorio».

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