Va in scena la protesta: «Sanna distrugge la città»

Circa 150 persone hanno dato vita a un corteo contro pista ciclabile e Ztl Slogan da piazza Castello fino a palazzo Ducale, ma il sindaco non si è visto

SASSARI. La pista ciclabile va ripensata, così come va rivista la Zona a traffico limitato. Ma c’è da porre rimedio agli eterni disagi causati dalla rete idrica, alle barriere architettoniche per i disabili e al degrado in cui versano le borgate.

Questi i temi al centro di una manifestazione di protesta che si è tenuta ieri mattina in pieno centro cittadino. Partenza da piazza Castello e arrivo davanti al municipio con striscioni, fischietti e slogan prevalentemente contro il primo cittadino Nicola Sanna. Va avanti da diversi mesi infatti la diatriba fra il sindaco e il movimento “Sassari si muove”, organizzatore del corteo di protesta al quale hanno partecipato circa 150 persone fra commercianti, residenti del centro e altri cittadini interessati dai temi che in città fanno più discutere. In primo piano la pista ciclabile, per realizzare la quale sono ancora aperti i cantieri in viale Italia. Lunghe reti metalliche delimitano i lavori sottraendo di fatto buona parte del marciapiedi al passaggio dei pedoni. I commercianti di quella parte dell’abitato lamentano il fatto che i lavori (ma un domani anche la stessa corsia per le biciclette) impediscono il normale afflusso della clientela nei loro punti vendita. Un fattore che, a dir loro, determinerà la morte di tutte le attività commerciali della zona.

E ieri le parole scandite dai megafoni hanno dato voce al malumore diffuso fra gli addetti ai lavori anche per quanto riguarda la mobilità delle persone con le limitazioni della Ztl, l’abbattimento degli alberi lungo il percorso della pista ciclabile e la mancanza di stalli per le persone con disabilità. «La manifestazione di oggi - afferma una componente del direttivo del comitato “Sassari si muove” Marina Sanna, commerciante in piazza Tola - è il risultato di una raggiunta consapevolezza dei limiti di questa amministrazione nel programmare il futuro della nostra città. Ecco perché oggi noi vogliamo far sentire la nostra voce, siamo stanchi di essere sistematicamente ignorati. Questa amministrazione va avanti come se i cittadini non esistessero».

E manco a dirlo ieri mattina palazzo Ducale si è presentato ai manifestanti completamente deserto. Non si è vista nemmeno l’ombra di un amministratore e persino i matrimoni programmati per ieri sono stati celebrati da cittadini delegati dal sindaco. C’era da aspettarselo visto il clima di tensione che si è creato negli ultimi mesi fra il gruppo di cittadini nato in seguito alla creazione della pagina facebook Segnala a Sassari (nella quale erano confluiti i malumori di tanti operatori economici ma anche di semplici cittadini) e l’amministrazione.

Ieri fra i manifestanti anche un gruppo di persone destinatarie della legge 20 in base alla quale la Regione (attraverso i Comuni) eroga fondi per l’assistenza a persone disabili psichiche. «I contribuiti relativi ai mesi di novembre e dicembre ormai sono persi - ha detto una portavoce -. Per quanto riguarda il 2016 sappiamo che alcune famiglie hanno ricevuto una tranche degli arretrati ma non sappiamo quali sono stati i criteri di assegnazione».

Si tratta di nuclei familiari in grave difficoltà e senza molte speranze di potersi sottoporre ai controlli e alle terapie più adeguate perché tutti i Comuni hanno subito drastici tagli per quanto riguarda i servizi sociali in generale. Anche queste persone si sono unite alla protesta di ieri per far emergere i tanti disagi che la città sta patendo. Davanti a palazzo Ducale, vista l’impossibilità di interloquire con il sindaco o con

gli assessori, i manifestanti si sono dati appuntamento per la prossima iniziativa di protesta: «Perché sia chiaro - hanno detto ai microfoni - l’immobilismo di questa amministrazione non lo possiamo accettare e continueremo a lottare per costruire un futuro accettabile per la nostra città».

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