cambio di presidi

Sechi lascia l’Azuni per il Siotto di Cagliari

SASSARI. Dal liceo di Cossiga, Segni e Berlinguer a quello, non meno glorioso, di Sergio Atzeni e Massimo Zedda. Si trasferisce al capo di sotto dell’Isola Massimo Sechi, per sette anni alla guida...

SASSARI. Dal liceo di Cossiga, Segni e Berlinguer a quello, non meno glorioso, di Sergio Atzeni e Massimo Zedda. Si trasferisce al capo di sotto dell’Isola Massimo Sechi, per sette anni alla guida dell’istituto principe cittadino: il liceo ginnasio Domenico Alberto Azuni, da lui guidato con energia e inventiva che gli hanno permesso di portalo fuori dalle secche dentro cui si sono trovati molti licei classici, e in generale l’intera istruzione pubblica, in Italia.

Da settembre infatti l’ex consigliere comunale, preside dall’età di 31 anni, guiderà il Siotto Pintor di Cagliari. A sostituirlo all’Azuni l’attuale dirigente dell'Istituto Alberghiero, e suo collega e poi “vice” all’istituto professionale per il commercio, Roberto Cesaraccio.

«Lascio un pezzo di cuore all’Azuni – sottolinea Sechi – da cui vado via solo per motivi personali e familiari. A livello professionale infatti non potevo chiedere di meglio. Sono stati anni esaltanti e ricchi. E non posso che ringraziare il corpo docente di questa meravigliosa scuola, i suoi alunni, e tutti quelli che ci hanno aiutato in tanti modi, permettendoci di confermare la storia di eccellenza di un istituto conosciuto e stimato in tutta Italia. E di allacciare un rapporto speciale con i ragazzi e le loro famiglie. Che va ben oltre i confini della scuola».

Eppure non era l’Azuni il “sogno” di Sechi, maturato allo Scientifico e laureato in scienze agrarie. «Sì è vero – ricorda il dirigente scolastico approdato al Classico cittadino nel 2009 – sono stato assegnato d’ufficio all’Azuni dall’allora direttore scolastico generale Armando Pietrella. Pensava che fossi la persona giusta per un incarico così prestigioso, non posso che ringraziarlo e spero di essere stato all’altezza delle sue aspettative».

Molte le novità introdotte da Sechi, due le principali: «Sei anni fa – spiega – l’apertura del liceo musicale, tre anni fa quella del coreutico. Indirizzi di studio che ci stanno dando grandissime soddisfazioni. Che si integrano perfettamente con la cultura classica che rimane matrice principale dell’Azuni. Un percorso coerente ma aperto e innovativo, portato avanti ai massimi livelli come qualità di insegnamento, e che ci sta dando grandi soddisfazioni. Con i nostri ragazzi che sono protagonisti della vita culturale cittadina, e ottengono importanti riconoscimenti anche a livello nazionale e internazionale».

Una storia di successo non facile da replicare in un momento di enorme difficoltà come quello che vive il mondo dell’istruzione. «Devo dire – continua Sechi – che guidare l’Azuni è stato un privilegio. La qualità delle risorse umane a disposizione, l’entusiasmo e il tempo che hanno letteralmente regalato, ha permesso di mettere in campo una progettualità altrimenti impensabile con le risorse a disposizione. L’Azuni è praticamente sempre aperta e attiva. E i suoi studenti vivono l’istituto come una “casa” a loro disposizione a tutto tondo. Certo quello che facciamo qui è difficilmente replicabile in posti che non hanno la dimensione, la storia, il blasone dell’Azuni. Per

una piccola scuola tenere standard alti e difficile. E la competizione ormai è spietata». Una ricetta da riproporre al Siotto di Cagliari: «Vedremo – chiude Sechi – inizio con entusiasmo, e curiosità. Anche se so che l’Azuni avrà sempre un posto da protagonista nel mio cuore». (g.bua)

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