Il “coprifuoco” di agosto bar e ristoranti chiusi

Lamentele per la mancanza di locali dove acquistare da bere e da mangiare Disagi per i pazienti dell’ospedale. Serve un regolamento sulle aperture estive

OZIERI. Le ambizioni di Ozieri “città turistica” e “città di servizi” si scontrano spesso con stridenti realtà: come quella vista in questi caldi giorni di agosto, nei quali troppo spesso in pieno pomeriggio sparuti gruppetti di visitatori, ma anche persone che arrivano da fuori per usufruire dei servizi, lamentano la mancanza di locali aperti per bere un bicchier d’acqua o mangiare un panino o un gelato. Davvero pochi i bar aperti nel pomeriggio, sia in pieno centro sia, per esempio, nelle vicinanze dell’ospedale, da dove giungono diverse lamentele di persone non ozieresi, con familiari ricoverati, che si sono dovute allontanare per acquistare da bere e da mangiare e per effettuare ricariche telefoniche.

Manca un sistema di turni per i locali: una sorta di regolamento che non esiste più dopo la liberalizzazione delle licenze e la decadenza dell’obbligo di comunicare e concordare aperture e chiusure per ferie ma che potrebbe essere integrato da un apposito regolamento comunale. Un regolamento concordato, del resto proposto qualche tempo fa proprio dagli stessi baristi e ristoratori, in particolare i promotori del comitato spontaneo nato lo scorso anno per discutere con l’amministrazione, e tra loro, di diverse questioni ma poi mai veramente decollato. Il risultato è che ognuno, giustamente peraltro, fa quello che vuole, e chiude per ferie per dedicarsi al riposo e alla famiglia. Ma queste giuste esigenze, purtroppo, hanno come risultato una città che rimane priva di un servizio quasi essenziale. Le maggiori lamentele sono arrivate, come accennato, dagli utenti dell’ospedale - dove forse sarebbe auspicabile l’apertura di un punto di ristoro interno, che colmi le lacune dello scarso servizio fornito da una paio di distributori automatici - ma anche nel resto della città, sia dai visitatori sia anche dagli stessi ozieresi (la città che si svuota ad agosto è ormai solo un antico ricordo).

Gli esercenti sarebbero in maggioranza disponibili, ma sono poco motivati dallo scarso ascolto ottenuto quando si è trattato di parlare di altri problemi: dalle pesanti restrizioni imposte alle serate musicali - tallone d’Achille di una città che la sera sembra solo voler dormire quando invece vorrebbe rilassarsi all’aperto nei suoi bei parchi e nel centro storico - alle problematiche relative alle concessioni di suolo pubblico.

Servirebbe quindi un regolamento, che pur nella libertà lasciata dalla legge nazionale creasse una sorta di calendario e un sistema di turni, per zone, in modo da consentire la presenza di locali aperti per le esigenze delle persone di passaggio a Ferragosto e in tutto il resto dell'anno.

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