Cicche gettate per terra, vigilesse in borghese multano i maleducati

A Sassari una trentina di sanzioni in due giorni tra viale Italia e via Roma. Prima volta in città di un servizio mirato: verbali da 25 euro

SASSARI. Hanno occhiali da sole, sono carine, indossano jeans, e t-shirt, vestono casual. Sembrano due amiche a zonzo tra le vetrine. In realtà hanno la vista infallibile di un falco, e quando esibiscono il tesserino capisci che sei fregato.

La prima reazione della gente, è questa: paura e stupore. Leggono Polizia Municipale e pensano: che diavolo avrò combinato adesso? Perché gettare la cicca di sigaretta per terra è un gesto talmente automatico che non ci si fa nemmeno caso. E quando le due vigilesse in borghese indicano la sigaretta sul marciapiedi, allora orecchie basse e coda tra le gambe. Perché tutti in cuor proprio sanno che gettare le cicche per terra è stupido e incivile, e quando viene fatto notare subentra il senso di colpa e la frustrazione. Difficilmente chi è colto in fallo cerca scuse. «Non ci ho pensato, mi dispiace», è la risposta più mesta e spontanea.

Anche perché in viale Italia e in via Roma ci sono ben pochi alibi che tengano: i cestini sono a una trentina di metri l’uno dall’altro, e non occorre grande fatica a trovarne uno, spegnere la sigaretta e gettarcela dentro. Invece proprio osservando l’asfalto intorno ai cestini, si pesa la pigrizia e la superficialità di molti fumatori: il raccoglitore è a portata di mano, basterebbe giusto lo sforzo di allungarla, eppure per terra c’è un tappeto di cicche. Proprio a un metro dal cestino, o magari nelle aiule vicine. Non c’è proprio alcuna attenzione al decoro urbano, ed evidentemente neanche il minimo timore di essere rimproverati o sanzionati.

Il servizio organizzato alla polizia locale di Sassari serve esattamente a questo: far capire che abbandonare una cicca costituisce a tutti gli effetti un illecito e d’ora in avanti verrà sanzionato. E non ci saranno per forza divise a far rispettare le regole del codice della strada e soprattutto della buona educazione.

È la prima volta che a Sassari viene svolto un simile monitoraggio in borghese: nell’arco di due giorni le sanzioni sono state una trentina. Per fortuna non si parla di grosse cifre: il verbale è di 25 euro, che diventa 17 se viene pagato entro cinque giorni. Questo perché gli agenti per ora si limitano a contestare solamente un articolo del Codice della Strada che vieta qualunque insozzamento delle vie e delle pertinenze (marciapiedi, aiuole ecc.). Tuttavia potrebbero anche aggiungere l’ulteriore multa prevista dal Testo Unico ambientale (da 30 euro a 150 euro), che risale al 2006 ma che nello scorso febbraio è stato modificato. Se prima faceva riferimento all’inquinamento derivante da rifiuti ingombranti, nella recente revisione è stata inserita una norma specifica che si concentra sui rifiuti di piccola dimensione: le cicche di sigaretta, per l’appunto.

«In questa fase stiamo lanciando un segnale e vogliamo sensibilizzare i cittadini a un maggiore rispetto per la propria città – dice il comandante Gianni Serra – per questo stiamo applicando la sanzione meno pesante».

C’è il ragazzo che prima di entrare nel negozio di abbigliamento lascia dietro di sè la cicca, la signora che la getta all’ingresso del Banco di Sardegna. Tutti dopo lo stupore iniziale recitano il loro mea culpa. Quello che fa male non sono tanto i 25 euro, ma la tirata d’orecchie virtuale.

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