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Meilogu, Comuni contro le tariffe dei trasporti

BONORVA. L’Unione dei Comuni del Meilogu ha reso pubblica, con un comunicato dai toni forti e chiari, la situazione di disagio causata dalle decisioni della Regione che, fra l’altro, spinge sempre...

BONORVA. L’Unione dei Comuni del Meilogu ha reso pubblica, con un comunicato dai toni forti e chiari, la situazione di disagio causata dalle decisioni della Regione che, fra l’altro, spinge sempre più all’interpretazione di un ampio tentativo di disimpegno dalle gravi problematiche che affliggono i paesi più poveri e centrali dell’isola. Tante decisioni che penalizzano fortemente e chiaramente la volontà degli operatori locali e dei residenti, secondo i rappresentanti dell’Unione dei Comuni del Meilogu, non possono continuare a essere calate dall’alto senza un minimo di consultazione con le componenti politiche e le forze lavoro locali. I sindaci dei Comuni facenti parte dell’Unione del Meilogu, presieduta da Salvatore Masia, in seguito all’ultima definizione del nuovo sistema tariffario regionale di trasporto pubblico locale hanno perciò diffuso un documento nel quale esprimono «il profondo disappunto di tanti cittadini e la propria ferma contrarietà riguardo ai contenuti della delibera regionale. Le decisioni assunte, come al solito unilateralmente, dalla Regione e dall’Arst per i tragitti fino a 50 chilometri, nel nuovo sistema prevedono aumenti fino al 20 per cento del costo del biglietto per corsa semplice e appaiono assolutamente ingiustificabili». Tradotto in euro tali aumenti, di circa 18 euro al mese, significano che, nel caso di 2 figli che studiano, il costo a carico delle famiglie sarà di circa 360 euro ad anno scolastico. «Inoltre è palese l’insensatezza della soppressione del biglietto andata/ritorno e nemmeno si capisce di quale beneficio al sistema potrà apportare - continua il documento - mentre è chiaro che determinerà, anche in questo caso, un aumento dei costi, non sopportabili da tanti utenti in questo momento di crisi, specie per chi si reca solo per poche ore in città. Se a questo si aggiunge l’eliminazione dei criteri di sostegno e tutela alle categorie di utenti più deboli attraverso abbonamenti basati sulla soglia Isee questo rende l’idea dell’ingiustizia che si perpetra verso un territorio come il Meilogu ben distante dalla città di Sassari, centro di scuole e ospedali. Ai limiti del ridicolo poi la sovrattassa per chi acquista il biglietto a bordo dell’autobus considerato che su 13 Comuni in nessuno è presente una biglietteria dell’Arst e solo in 3/4 sono presenti le rivendite che si prestano a svolgere tale compito. Con la chiusura della stazione di Giave è stato già inferto un colpo mortale alla mobilità del territorio - conclude il documento -, e le nuove decisioni pare siano

il chiaro segnale di una politica sui trasporti completamente sbagliata. Continua, l’atteggiamento schizofrenico della Regione che parla di politiche a favore dei piccoli centri e invece attua scelte che creano disagio agli utenti assieme a servizi sempre più carenti».

Emidio Muroni

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