Chiesetta di Balai, luogo del cuore da salvare con interventi urgenti

Il Fondo ambiente italiano ha già raccolto 4mila firme per sostenere il progetto a livello nazionale Intesa con enti locali e Soprintendenza: «É uno scrigno che racchiude fede, antichità e natura»

PORTO TORRES. La delegazione di Sassari del Fondo ambiente italiano - dopo aver proposto la chiesetta di Balai vicino come candidata all’iniziativa nazionale "I Luoghi del Cuore" - ha raccolto quattromila firme a favore dell’iniziativa. Il luogo è legato al culto dei Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario e ai riti religiosi che si svolgono nel periodo di Pentecoste, ma anche interessante dai punti di vista geologico, archeologico, storico e devozionale.

Costruita attorno al 1850, su una roccia a picco sul mare, la chiesa rappresenta da secoli un luogo di attrazione importante per tutta la Sardegna. L'attuale stato di conservazione e fruizione del monumento impone però un intervento urgente per arginare il degrado, causato anche dall'azione del mare, ecco perché la Fai ha ritenuto che un sito tanto amato e carico di storia meritasse a pieno titolo la definizione di “Luogo del Cuore”.

«La nostra azione è partita dal basso – ha detto il capo delegazione Fai Sassari, Maria Teresa Accardo –, appellandoci all’opinione pubblica, e la grande partecipazione popolare si è subito tradotta in interesse alla protezione e salvaguardia della chiesa e del sito: nella raccolta firme, attualmente, siamo al primo posto in Sardegna e al quattordicesimo nella classifica nazionale». Anche la Soprintendenza archeologica delle Province di Sassari e Nuoro, diretta da Maura Picciau, condivide gli obiettivi individuati dalla delegazione Fai in materia di tutela, salvaguardia e conservazione dei beni culturali. «Ho visitato la chiesa lo scorso giugno – ha ricordato la nuova Soprintendente –, assieme ai nostri architetti, ed è stato qualcosa di emotivamente straordinario vedere uno scrigno che mette assieme devozione, antichità, fede semplice e natura: abbiamo preparato le schede tecniche, valutando il fabbisogno di un restauro, e ora ci affidiamo al Fai per riuscire a curare una struttura vessata dalle correnti marine e con le aree degli ipogei che presentano infestazioni biologiche importanti». In anni recenti è stato tappato anche un foro che faceva uscire gli spruzzi del mare in area presbiteriale, secondo la testimonianza della Soprintendente, ma a parte alcuni piccoli interventi la chiesa rischia di sfaldarsi se non si interviene in maniera massiccia. Gli ultimi lavori risalgono al 2009, importo 36mila euro, e riguardavano l’impermeabilizzazione della copertura, pulizia delle pareti interne da tutti i residui degradati d’intonaco in modo che la muratura di pietra potesse essere di nuovo protetta da un intonaco di calce aerea e sabbia.

«Oggi – conclude la Soprintendente Picciau – quel luogo del cuore chiede aiuto: ho chiesto al parroco di San Gavino, don Mario Tanca, di dare aria alla chiesa durante il periodo estivo, perché il mantenimento in funzione dei beni culturali rappresenta sempre la prima vera conservazione».

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