Festa per San Maurizio nella chiesa campestre di Ogghila

ITTIRI. San Maurizio, il santo più amato dagli ittiresi, che si festeggia il 22 settembre nella chiesetta campestre in regione “Ogghila”, continua a far “miracoli”. Infatti, già dalla passata...

ITTIRI. San Maurizio, il santo più amato dagli ittiresi, che si festeggia il 22 settembre nella chiesetta campestre in regione “Ogghila”, continua a far “miracoli”. Infatti, già dalla passata edizione erano emerse difficoltà, per mancanza di persone disponibili a subentrare all'obriere uscente. All’ultimo momento si fece avanti Celestino Marmillata che con il contributo di familiari, amici e grazie all'esperienza e collaborazione dei suoi predecessori ha fatto in modo che la festa religiosa si realizzasse, nel rispetto della tradizione, senza la temuta interruzione di continuità.

Quest’anno a celebrare la messa mattutina, nel santuario distante pochi chilometri da Ittiri, è stato il parroco di San Pietro, Don Nicola. Nel rievocare gli episodi che hanno visto San Maurizio immolarsi per una giusta causa, il sacerdote ha posto in evidenza il dovere del cristiano di obbedire alla legge divina, anche se in contrasto con quella umana. «Nel cristiano non deve mancare il coraggio – ha sottolineato il sacerdote – di testimoniare la propria fede, coraggio che si estrinseca con la vicinanza ai sofferenti, ai bisognosi e a quanti si sentono soli e abbandonati».

In una chiesa immersa nella campagna, collocata sulla cima di una verdeggiante collina, mentre la comunità raccolta in preghiera invocava il patrono dei muratori, i raggi di un sole nascente illuminavano il volto del simulacro del Santo a cavallo, situato dietro l'altare. Quest’anno San Maurizio ha fatto un altro dei suoi “miracoli” visto che un gruppo di giovani ha deciso di costituirsi in comitato, coordinato dal Angelo Pinna, obriere per il 2017, per dare continuità ad una festa che, fino a qualche decennio addietro, ha visto la partecipazione alla messa e alla processione, che si tiene intorno alla chiesetta con il simulacro del santo portato a spalle dai fedeli e accompagnato dai cavalieri in sella a maestosi puledri di intere famiglie. Moltissime rimanevano tutta la giornata nella zona circostante la chiesa, dove pranzavano e per molti giovani rappresentava una delle pochissime gite “fuori porta”.

Molto significativa e partecipata la processione con il “corredo” del santo, per le vie del paese la sera del 21. Anche quest’anno si terrà

la messa dello scambio delle chiavi tra il vecchio e il nuovo obriere, per suggellare l'impegno a mantenere viva la devozione al Santo che, pur non essendo il patrono di Ittiri, rappresenta un riferimento di fede e lo testimoniano i numerosi ex voto per grazia ricevuta.

Vincenzo Masia

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