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A Casa Samarcanda si ospita il disagio mentale

VALLEDORIA. Alla presenza di diversi amministratori e di rappresentanti del mondo delle cooperative sociali, venerdì mattina è stato inaugurato a La Muddizza il centro di accoglienza socio educativo...

VALLEDORIA. Alla presenza di diversi amministratori e di rappresentanti del mondo delle cooperative sociali, venerdì mattina è stato inaugurato a La Muddizza il centro di accoglienza socio educativo “Casa Samarcanda”. Il centro verrà gestito dal consorzio “Andalas de Amistade", in collaborazione con il Comune di Valledoria, che ha dato in concessione di comodato d’uso per vent'anni l’edifico pubblico che un tempo ospitava le scuole primarie e secondarie del paese. Il centro fornirà un servizio di accoglienza alle persone sofferenti di problemi psichici, offrendo nel contempo supporto psicologico e riabilitativo. Sono intervenuti come relatori, Agostino Loriga, responsabile dei servizi socio-educativi del consorzio “Andales de Amistade”, il direttore dei servizi socio sanitari dell'Asl Francesco Cattari, il coordinatore della struttura Crisitano Chighini, l'assessore ai servizi sociali del comune di Valledoria Beatrice Serra e la presidente del consorzio "Andalas de Amistade" Iside Stevanin. Presente tra il pubblico anche il parroco di Valledoria don Salvatore Melis che nel suo intervento ha auspicato solidarietà da parte dei cittadini di Valledoria nei confronti di queste persone che purtroppo vivono nella marginalità, e che necessitano di comprensione e di aiuto.

Il centro ha una potenzialità di accoglienza di 25 utenti, (12 residenziali con posti letto in camere doppie, e 13 semiresidenziali), e offre al suo interno una spazio adibito a laboratorio, un ampio giardino all'esterno, una cucina, e uno spazio ricreativo. «Non solleveremo muri con la comunità - spiega la presidente del Consorzio "Andalas" Iside Stevanin - anzi i nostri utenti potranno uscire dalla residenza con il personale di supporto e girare per il paese. Inoltre, si alterneranno con compiti definiti giornalmente, in varie attività lavorative. C'è chi dovrà fare la spesa, chi andare a lavorare nell'orto, chi dovrà cucinare e chi svolgere diverse mansioni all'interno della struttura che li ospita».

Prende così avvio, dopo tre anni di gestazione che sono serviti per ultimare i lavori all’interno dell'edificio c, la gestione di un complesso progetto residenziale e semiresidenziale fortemente voluto da Andalas de Amistade e dall’amministrazione comunale con l'obiettivo di contribuire a migliorare la qualità della vita delle donne e degli uomini con disagio psichiatrico. Nonché alleviare anche le loro famiglie in un territorio ancora privo di questi servizi utili alla comunità.

«Il nome “Samarcanda” vuole suscitare l’immagine di un luogo di incontro e di meraviglia verso le novità - ha affermato Iside Stevanin, -. Un luogo

di vicinanza e, dalla vicinanza, il fascino di relazioni significative che proteggono da meccanismi di marginalità e solitudine sociale, consolidando i legami fra individui e comunità di appartenenza». Casa Samarcanda sarà aperto 5 giorni alla settimana dalle 10 alle 18.

Giulio Favini

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