MISSIONE NEL MEDITERRANEO

É rientrata la motovedetta impegnata a Lampedusa

PORTO TORRES. La motovedetta CP 291 è attraccata ieri alle 18 nella banchina della Capitaneria di porto - proveniente dalla seconda missione di attività di soccorso ai migranti a Lampedusa - e sul...

PORTO TORRES. La motovedetta CP 291 è attraccata ieri alle 18 nella banchina della Capitaneria di porto - proveniente dalla seconda missione di attività di soccorso ai migranti a Lampedusa - e sul molo battuto dalla pioggia c’era il comandante Paolo Bianca a salutare gli undici membri dell’equipaggio al comando del luogotenente sassarese Carlo Chessa. Sul piazzale anche tutti i colleghi della Capitaneria e i familiari, per stringersi ai marinai impegnati nell’operazione sul controllo dei flussi migratori clandestini nel Mediterraneo.

«L’altro ieri abbiamo avuto l’onore e il piacere di ricevere la visita del nostro comandante generale – ha detto Carlo Chessa –, ammiraglio Vincenzo Melone, che ci ha confortato ricordando le parole del Papa, che ci ha definiti “seminatori di speranza”.

É stata una missione intensa come tutte quelle dove si soccorrono tante persone, ha ricordato il luogotenente, coordinata dalla centrale operativa di Roma: «Una missione impegnativa dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal lato morale fa piacere andare incontro a queste persone che hanno bisogno di

aiuto e lo ricevono». La motovedetta utilizzata per la seconda missione è un pattugliatore d’altura di moderna concezione, lungo 25 metri, autonomia di quasi 1000 miglia, dotato dei più moderni sistemi radar di scoperta navale per l’impiego ad ampio raggio nei teatri operativi. (g.m.)

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