Sennori, blitz dell’Arpas nella discarica di Barisone

I tecnici hanno fatto prelievi di presunto percolato che va verso il fiume Dopo le analisi si valuterà se c’è inquinamento di metalli nelle terre circostanti

SENNORI. Blitz di Arpas e Provincia nella discarica di Barisone. Lunedì mattina i tecnici hanno effettuato un sopralluogo nel sito dismesso di Sennori per effettuare i campionamenti del presunto percolato che fuoriesce dalla discarica e scorre nella valle nel rio Su Golfu, l’affluente del Silis. Il pericolo di inquinamento era stato denunciato dal deputato sennorese del M5S, Nicola Bianchi, in un esposto presentato davanti ai carabinieri.

Il sopralluogo. Il blitz di Arpas e Provincia è scattato intorno alle 10 del mattino, quando i tecnici e una delegazione composta dal consigliere comunale e regionale, Roberto Desini, dall’assessore Ottavio Ligas e dalla consigliera delegata all’Ambiente, Antonella Piana, insieme con barracelli e vigili urbani di Sennori, si sono recati in discarica per prelevare i campioni di presunto percolato che fuoriescono dai due moduli della discarica verso la valle del rio Su Golfu.

Le analisi. La prima cosa da fare non appena i campioni arriveranno al laboratorio sarà valutare se il materiale raccolto è sufficiente a effettuare le analisi. Dopo di che, gli esperti andranno alla ricerca di metalli e altri indicatori che possano fotografare lo stato di salute dei terreni. I risultati delle analisi dovrebbero arrivare entro un massimo di 30 giorni. Il blitz di lunedì scorso è il secondo dopo quello di marzo, quando l’Arpas aveva rilevato delle criticità evidenti senza però riuscire a concludere un campionamento utile a causa dell’esiguità del materiale ritrovato.

La storia. Quella di Barisone è una discarica di primo livello per rifiuti solidi urbani nella quale l’attività di conferimento è andata avanti per circa 15 anni e si è fermata intorno al 2000, quando fu raggiunta la capienza massima autorizzata. Oltre al Comune di Sennori, l’area ha accolto per anni i rifiuti di altri numerosi Comuni della provincia di Sassari (Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Muros, Osilo, Sorso, Stintino, Usini): una mole di rifiuti che hanno superato di gran lunga i 200mila metri cubi.

L’esposto. Nel novembre del 2015, il deputato del M5S Nicola Bianchi aveva effettuato un blitz nell’area insieme ad altri attivisti nel movimento sennorese. Al sopralluogo era seguito un esposto presentato alla stazione dei carabinieri di Sennori. I militari, guidati dal comandante Giuseppe Innocenti, avevano avviato le indagini e coinvolto anche i colleghi del Noe di Sassari. Ad aver preoccupato il parlamentare pentastellato era stato il rinvenimento sul terreno di pozze scure per niente beneaguranti. La discarica venne creata nel crinale di una collina a monte rispetto al rio Su Golfu, un affluente del fiume Silis, e dunque in una zona delicata per la valle degli orti della zona Sorso-Sennori.

Contromisure. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Sassu, segue la vicenda con attenzione fin dai primi giorni dell’insediamento e ha già provveduto a inoltrare al proprietario della discarica la richiesta di un piano di caratterizzazione urgente dell’area. «Già nel dicembre 2015 - spiega il primo cittadino - l’amministrazione comunale aveva chiesto al proprietario della discarica di disporre accertamenti e verifiche ambientali nell’area chiedendo di effettuare un’indagine accurata del sito. Ora attendiamo

il risultato delle analisi dell’Arpas e poi avvieremo tutti gli approfondimenti necessari. E se l’inquinamento venisse confermato dalle analisi degli esperti ci comporteremo di conseguenza adottando tutte le misure necessarie a salvaguardare l’ambiente circostante e la sicurezza dei cittadini».

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