SPORT E VITA COME PARTITE A SCACCHI

Alcuni giocatori di scacchi affermano: «Gli scacchi sono un gioco individuale e di squadra, con un’intera squadra di pezzi, perciò allo stesso tempo sei giocatore e allenatore». Queste parole mi...

Alcuni giocatori di scacchi affermano: «Gli scacchi sono un gioco individuale e di squadra, con un’intera squadra di pezzi, perciò allo stesso tempo sei giocatore e allenatore». Queste parole mi fanno venire in mente una della più grandi rivoluzioni concettuali nel mondo della psicologia: la logica sistemico relazionale.

Il disagio di una persona non è solo un problema individuale, ma l’espressione disfunzionale del sistema di cui essa fa parte. La prospettiva è rivoluzionaria. Considerare il comportamento di un individuo focalizzando l’attenzione sul sistema e la rete di relazioni significative in cui esso vive significa che lo stesso sistema, e le relazioni tra le persone che lo compongono, si evolve con il cambiamento di ogni individuo che ne fa parte. Cambiare una parte del sistema per cambiare il tutto.

Il sistema “società sportiva” è composto dai sottosistemi dirigenti, sanitari, allenatori, atleti, genitori, supporter. Il cambiamento di un elemento comporta la ridefinizione e il riequilibrio anche degli altri. Perciò è poco funzionale definire il problema con «l’attacco non funziona» o «gli atleti si ritirano per colpa dei genitori» o «la Torres non vince per i troppi infortuni».

La lettura sistemica ridefinisce le responsabilità, alleggerendo il carico di chi presenta il problema e ridefinendo il ruolo e le azioni dei componenti. In questo modo si pongono le basi per una reale soluzione. Affrontare un problema barricandosi dietro la propria posizione e non vedendo la complessità del sistema è come provare a vincere una partita a scacchi muovendo solo l’alfiere.

L’importanza non deve essere più concentrata sul “chi”, sul “cosa” o sul “perché”, ma sul “come”. Gli elementi di un sistema non si relazionano seguendo un principio logico legato al rapporto causa-effetto, la realtà delle relazioni è più complessa e ha una interpretazione di tipo circolare in cui non esiste una sola prospettiva, ma ve ne sono tante almeno quanti sono i protagonisti.

L’allenatore giustifica le sue urla con il fatto che i ragazzi non si impegnano abbastanza. Secondo la prospettiva dei ragazzi, invece, il loro scarso impegno è la conseguenza delle urla con cui il mister li apostrofa in continuazione. Nel mondo del lavoro: il direttore di banca si arrabbia perché la collega dello sportello si dà spesso malata… la cassiera si ammala e si deprime perché non si sente stimata dal proprio direttore. Anche su questo aspetto gli scacchi insegnano: ogni giocata si definisce mezza mossa, definendo mossa la giocata di entrambi i giocatori (colpo e risposta) poiché ogni giocata è frutto dell’azione

che la precede e di quella che la segue in un gioco inscindibile e circolare. Insomma non importa se è nato prima l’uovo o la gallina!

Perciò da allenatori/giocatori/ pedine dei vari tavoli in cui esprimete la vostra vita, qual è la vostra prossima mossa? Occhio al tempo. Tic… tac…

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