Osilo è a un bivio: Unione dei Comuni o Rete metropolitana

Il consiglio comunale deve decidere sul futuro del paese Maggioranza e opposizione divise: la scelta entro l’anno

OSILO. Rete metropolitana o Unione dei comuni? E se Unione, quale fra l’Anglona-Bassa Valle del Coghinas o il Coros, entrambe confinanti con il territorio osilese? Non sarà una decisione facile quella che dovrà assumere il consiglio comunale, anche perché, come è stato detto nella sua ultima riunione, «essa condizionerà il futuro del paese per i prossimi lustri».

Al momento, Osilo è uno dei 41 centri in Sardegna a non far parte di nessuna Unione di comuni, ma, in base alla legge Erriu – del 4 febbraio 2016 – ad una aggregazione sovracomunale confinate dovrà obbligatoriamente aderire. «Lo faremo entro il 2016 - ha detto il sindaco Giovanni Ligios - ma dovremo arrivare alla decisione soppesando con attenzione tutte le opzioni, perché sarà davvero una decisione troppo importante per il nostro paese». L’occasione per affrontare l’argomento è stata offerta da una mozione della minoranza consiliare, che apertamente si schiera per la Rete metropolitana.

«Certi del fatto che storicamente, culturalmente, professionalmente - ha ribadito il capogruppo della minoranza, Franco Urgeghe, nel presentare la mozione - il nostro paese abbia più elementi in comune con la città di Sassari e i comuni della neonata Rete Metropolitana, rispetto ai comuni aderenti alle Unioni a noi confinanti, chiediamo un confronto urgente, al fine di chiedere l’ingresso di Osilo nella rete metropolitana di Sassari».

Assai più prudente la posizione del sindaco e della maggioranza, che mettono in campo i molti dubbi che accompagnano la decisione. «Non è una questione da affrontare alla leggera - ha detto Giovanni Ligios - la minoranza conosce il Plus, il Gal, la centrale unica di committenza? Come faremmo a gestire i servizi associati con Sassari, Alghero e Porto Torres? - ha aggiunto il sindaco - Osilo non è dentro il triangolo di riferimento della Rete metropolitana, e sarebbe l’unico centro con una vocazione diversa dagli altri comuni, che sono tutti costieri».

Ma ci sarebbero anche altre considerazioni, secondo il sindaco, che spingerebbero in una direzione diversa, «le caratteristiche del nostro centro, che in quanto a tessuto socio-economico, calo demografico, invecchiamento, disoccupazione, ci fanno più vicini ai comuni del Gal». «Ma come - ha replicato Franco Urgeghe - fino a un anno fa si parlava di Città metropolitana, si è parlato spesso di “Osilo collina di Sassari”, avete partecipato al bando “Badde” con Sassari, la Rete dovrebbe essere destinataria di ingenti risorse, e ci chiedete quali sarebbero i vantaggi dell’aderire ad essa? Né va dimenticato - ha aggiunto il capogruppo della minoranza - che i fondi dei Gal sono stati più che dimezzati e che il ruolo del Plus potrebbe

essere ripensato.

Quali vantaggi ha portato? «Diciamo che lo spartiacque - ha concluso il sindaco - sarà il referendum del 4 dicembre, perché se per caso dovesse vincere il “No” tornerebbero le province, e questo costringerebbe ad un generale ripensamento degli ambiti sovracomunali».

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