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Plus, lavoro e integrazione per restituire la speranza

OSILO. Un momento ricco di umanità, dolore ma anche commossa gratitudine per il miglioramento, a volte inaspettato, della vita dei propri figli, protagonisti dei progetti messi in campo dal Plus....

OSILO. Un momento ricco di umanità, dolore ma anche commossa gratitudine per il miglioramento, a volte inaspettato, della vita dei propri figli, protagonisti dei progetti messi in campo dal Plus. Questo è stato l’incontro conclusivo del progetto “Vita indipendente e inclusione nella società”, che ha visto la partecipazione, nei locali Asl di San Camillo, dei ragazzi inseriti nelle attività, delle loro famiglie, delle aziende ospitanti, degli operatori del Plus, dei comuni, della Asl.

Testimonianze che in più di un caso hanno commosso i tantissimi presenti, racconti di vite che nel volgere di un anno cambiano radicalmente, dall’abulia e dalla totale assenza di autostima, al protagonismo lavorativo e sociale, alla dimostrazione di abilità e competenze a volte sconosciute agli stessi portatori. Così come le testimonianze delle aziende ospitanti, entusiastiche in qualche caso, per l’impegno, la diligenza, le capacità lavorative, la disponibilità, delle persone inserite. Risultati ancora più rilevanti se si pensa che ci si muove nel campo della salute mentale.

L’incontro è stato introdotto e moderato dal coordinatore dell’Ufficio di piano del Plus Anglona-Coros-Figulinas, Mario Bonu. Dopo una breve sintesi sulla genesi e sull’evoluzione del progetto, il coordinatore dell’Udp ha sottolineato gli importanti risultati raggiunti, con 14 inserimenti lavorativi e 2 di “abitare”. Simona Devinu, educatrice del progetto e principale artefice del suo successo, ha illustrato l’andamento delle attività dal novembre 2015 al dicembre 2016.

Dalle slides proiettate, è emersa la costanza dei ragazzi, che solo raramente si sono assentati, la tipologia delle patologie, l’eterogeneità delle aziende ospitanti, le fasce di età degli utenti, tutti al di sotto dei 50 anni, ancora la stretta collaborazione fra il Plus, i servizi sociali dei comuni,

il dipartimento e i centri di salute mentale di Sassari e Olbia, il servizio socio-sanitario della Asl di Sassari. Itria Duras, psicologa del servizio socio-sanitario, ha evidenziato anch’essa la validità del progetto e dei percorsi di inclusione attivati a favore delle persone svantaggiate.

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