Via Oriani, un altro condominio a secco

Sette nuclei lamentano bollette pazze da 10mila euro. Il gestore idrico: «Fatturazioni regolari». E insiste con i solleciti

SASSARI. Da una parte c’è chi parla di bollette pazze e contatori sballati. Dall’altra c’è chi assicura conteggi più che regolari e precisi e punta il dito su perdite nelle cisterne o nelle tubature. Così il braccio di ferro tra i condomini di via Oriani 32 e Abbanoa è un po’ il simbolo di tante altre battaglie legali che si disputano in città e nel resto dell’isola.

E siccome i tribunali hanno dei tempi che non sono compatibili con le esigenze contabili di un’azienda, ecco che Abbanoa forza la mano e procede con gli slacci. Risultato: sette famiglie da due giorni sono completamente a secco, tra le quali figurano una persona disabile allettate, e altre due con problemi di salute.

L’amministratore condominiale ha provato a contattare il Comune, ma la situazione in questo caso è diversa dai casi più eclatanti di via Pozzomaggiore o via Donizetti: lì si trattava di palazzine popolari, e Palazzo Ducale è coinvolto in prima battuta. Qua invece si parla di un edificio privato. Gli utenti quindi presumibilmente dovranno cavarsela con le proprie forze.

Il metodo più rapido per far ritornare l’acqua sarebbe quello di dimostrare ad Abbanoa la volontà di regolarizzare il pregresso, versando il 40 per cento del debito accumulato. Ma dal momento che la cifra complessiva da pagare ammonta a 34mila euro divisi per 7 nuclei familiari, anche questa prima tranche è pur sempre una somma molto impegnativa.

L’amministratore del condominio, Costantino Minudu, oltretutto contesta la regolarità delle bollette, che definisce per l’appunto pazze. «Sino al 2009 – racconta – il condominio ha registrato dei consumi idrici nell’ordine dei 900 metri cubi l’anno. Ma dal 2010 gli importi si impennano vertiginosamente, e cominciamo a ricevere bollette trimestrali da 5000 mila euro, con l’attribuzione di consumi assolutamente incompatibili con un’utenza di sette famiglie. Abbiamo contestato a più riprese le letture spropositate rispetto a uno storico che invece, sino al 2009, era stato lineare. E abbiamo sollecitato dei controlli tecnici sulla efficienza del contatore master». E Abbanoa, quella verifica la svolge il 31 luglio del 2014. Gli operai rilevano che lo strumento misura il consumo in maniera corretta e che non sussistono anomalie. Tuttavia quel giorno il contatore viene comunque rimosso e sostituito con un nuovo apparecchio. «Chissà come mai – sostiene l’amministratore condominiale – da quel momento in poi i consumi sono calati drasticamente e si sono allineati rispetto a quelli storici sino al 2009». A dare un’occhiata ai grafici la tendenza non è così lineare, perché si registra un picco anche nel settembre del 2014. Ma siamo ben distante alle impennate alle quali corrispondono poi le bollette astronomiche. In ogni modo Abbanoa è convinta della regolarità della fatturazione e imputa i problemi a valle del proprio contatore: sono le tubature del condominio, o eventuali malfunzionamenti nelle cisterne che presumibilmente hanno generato questi consumi abnormi. Così il gestore idrico comincia a inviare i solleciti di pagamento, e il condominio si rivolge a un legale e per fare opposizione.

Ma per dimostrare un’apertura i residenti versano le quote sino al 2015, ma calcolate in maniera arbitraria e unilaterale sulla base di consumi forfettari storici. Dal 2011 al 2014 pagano appena 5000 euro. Una cifra insufficiente, per Abbanoa, rispetto a un pregresso di 34mila euro.

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