Prezzo del latte, il Comune si schiera con gli allevatori

Approvata in commissione Agricoltura una mozione a sostegno della vertenza Chiesto l’intervento della Regione per ricostituire l’ammasso del pecorino

OZIERI. Approvato dalla competente commissione, si appresta a essere approvato nel prossimo consiglio comunale di Ozieri un ordine del giorno di sostegno sulla crisi del settore agro-zootecnico, in particolare sul problema, acuitosi in questi mesi, del prezzo del latte ovino.

Una questione che era stata dibattuta poco prima di Natale nell’Unione dei Comuni, poi passata al consiglio comunale di Ozieri che però, essendosi riunitosi senza la presenza dei rappresentanti della minoranza, aveva rinviato la questione al successivo consiglio e alla commissione Agricoltura. Commissione che si è riunita in questi giorni e che ha dibattuto su un problema, quello del prezzo del latte ovino che, come si legge nel verbale, «incide particolarmente nel territorio di Ozieri che, con un numero di capi superiore ai 100mila, è il comune con la maggior concentrazione di pecore e capre d’Europa». Il documento arrivato dall’Unione dei Comuni, prende atto «del perdurare della crisi del prezzo del latte ovino che ciclicamente sconta la debolezza strutturale delle cooperative di produzione nel contrastare le politiche commerciali degli industriali del settore» e fa suo «l’invito di comitati spontanei di allevatori, delle organizzazioni di categoria e delle cooperative di trasformazione affinché le amministrazioni prendano posizione a fianco degli operatori per avere sostegno nella vertenza». La richiesta è che la Regione chieda l’immediato pagamento dei premi comunitari, «istituendo l’Organismo pagatore regionale», che abbatta la burocrazia «riordinando i servizi degli enti che si occupano di Agricoltura», che sostenga le politiche creditizie per il comparto, «favorendo la regolamentazione delle produzioni con piani di sviluppo programmati», e che attivi immediatamente i lavori della neo costituita Associazione Interprofessionale per favorire la circolazione trasparente dei dati di produzione e trasformazione. Il rischio da combattere è quello di una «implosione del settore lattiero-caseario», che pare imminente e che potrebbe avere «conseguenze economiche e sociali di straordinaria portata considerato che nell’isola il settore primario è l’unico che mostrava segni di ripresa dopo lunghi anni di crisi».

La proposta, già emersa in sede di Unione dei Comuni, è quella di ricostituire l’Ammasso

Privato del Pecorino Romano, sostenuto da un ulteriore finanziamento della Regione, per creare delle scorte che consentano di controllare il prezzo. Questioni che si potranno affrontare subito non appena il presidente della Regione si deciderà a nominare il nuovo assessore all’Agricoltura.

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