Il sesso gratis, i manifesti e gli scherzi della pubblicità

Le parole SESSO e GRATIS, a caratteri cubitali, in un manifesto pubblicitario di una palestra di Arborea che recitava così «Nel 2017 ai tesserati di qualunque SESSO daremo GRATIS il vademecum della...

Le parole SESSO e GRATIS, a caratteri cubitali, in un manifesto pubblicitario di una palestra di Arborea che recitava così «Nel 2017 ai tesserati di qualunque SESSO daremo GRATIS il vademecum della salute». Il restante testo era scritto in caratteri, resi invisibili, dalle dimensioni di quelle due parole chiave. Il manifesto scatena dibattiti, proteste, viene oscurata la parola “sesso”; diventa virale sui social nazionali. Il dibattito assume sfumature di marketing, etica, psicologia e pedagogia; scatena conflitti “generazionali” fra oscurantisti e modernisti.

Aneddoto interessante che fa riflettere su alcuni aspetti della comunicazione oggi: la proprietà del messaggio non è più dell'autore, ma diventa di chi lo legge. Costui può riutilizzarlo, modificarlo e divulgarlo come meglio crede. Ciò attiva potenzialmente una conversazione infinita e dagli esiti assolutamente imprevedibili. Un “telefono senza fili” la cui divulgazione e crescita diventano esponenziali. Questo, nel caso citato, si trasforma in un'eccezionale pubblicità (e questo articolo di fatto continua lo spot!). Ma dove può portare l'ingenua pubblicazione di una foto osé da parte di un/a ragazzino/a, che così perde anche la proprietà del messaggio inviato. Gli esiti possono essere drammatici, come purtroppo la cronaca nera, anche recente, ha dimostrato.

Perdiamo la proprietà anche di ciò che ci piace. Personalmente curo la pagina Facebook "MoviMenti", in cui ripubblico gli articoli della Nuova Sardegna (altro spot!), essa riceve un certo numero di “Mi Piace” (vi ringrazio per questa adesione), se decidessi di cambiare il nome della pagina in "La Sicilia è l'isola più bella del Mediterraneo", per la logica Facebook, coloro che seguono la mia pagina preferirebbero automaticamente la Sicilia alla Sardegna. Uno scherzetto simile ha creato qualche grattacapo ad un politico locale che aveva espresso "Mi Piace" su una pagina politica, che successivamente ha però cambiato nome diventando una esplicita dichiarazione di voto, contraria a quanto da lui espresso,

all'ultimo referendum.

Nel caso della palestra il titolare commenta soddisfatto che, anche nei suoi migliori sogni, non avrebbe mai pensato ad una pubblicità così efficace e ringrazia tutti per quella che definisce: la più potente campagna pubblicitaria nei miei 28 anni di attività.

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