Niente reagenti: si fermano i laboratori

Scaduti i contratti con i fornitori, gli scaffali della Farmacia sono sguarniti e i prelievi saranno sospesi per dieci giorni

SASSARI. I laboratori di analisi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria per una decina di giorni sospendono i servizi perché sono finite le scorte di reagenti. La comunicazione di servizio è a firma del direttore del Laboratorio di analisi chimiche e microbiologiche di via Monte Grappa Angela Bitti, e la data è del 23 gennaio. Gli unici utenti ai quali sono comunque garantite le analisi dei campioni, sono i pazienti oncologici, quelli che necessitano trattamento anticoagulante orale (anti trombosi) e quelli che presentano particolari urgenze.

Tutti gli altri invece devono pazientare almeno una settimana, in attesa che la Farmacia riesca a riempire nuovamente gli scaffali e coprire le esigenze dei laboratori.

A dire il vero non si è arrivati a questa situazione di punto in bianco. Infatti la dottoressa Angela Bitti aveva già messo in guardia i vertici Aou, il direttore sanitario e il responsabile del servizio Farmacia già da qualche settimana. I reagenti languivano e si rischiava di rimanere scoperti. E a dirla tutta per l’Azienda ospedaliera non si tratta certo di una novità, visto che questo tipo di carenze e disagi si ripresentano con una puntualità disarmante ogni inizio anno.

Se si scorre l’archivio delle segnalazioni, infatti, e si focalizza l’attenzione al 9 gennaio 2016, ecco che il laboratorio di analisi aveva bussato alla porta della direzione. Lo scenario è esattamente lo stesso: «Si comunica che per mancanza di reagenti il laboratorio non può erogare le seguenti prestazioni», sciveva un anno fa il direttore Angela Bitti. E si va dalle esami delle urine, a quelle delle feci, alla Pcr, alla ricerca della clamidia, fino a tutti i test su siero. In pratica gli esami necessari a fare una prima diagnosi e indirizzare il paziente verso ulteriori approfondimenti sono tutti in stand by e il sistema di accoglienza della sanità, la sua porta d’ingresso assieme al pronto soccorso, per dieci giorni risulta ingolfata.

Il motivo è sempre e soltanto uno: i contratti per la fornitura di reagenti, ma anche per l’approvvigionamento di altri presidi, tra dicembre e gennaio sono in scadenza. Questo significa che i fornitori possono continuare a spedire la merce solo se ricevono una sorta di proroga da parte della dirigenza aziendale.

Ma visti gli ultimi sviluppi giudiziari, con la chiusura delle indagini da parte della Guardia di Finanza e ventuno persone, tra direttori, e responsabili di servizi che attendono solo di ricevere il rinvio a giudizio, sulla questione delle proroghe si va con i piedi di piombo.

La magistratura infatti ha focalizzato l’attenzione su diverse gare di appalto scadute da molti anni: gli inquirenti hanno rilevato che i nuovi bandi non venivano predisposti e che si preferiva il ricorso sistematico all’istituto della proroga, anche per contratti di diversi milioni di euro.

Perciò è molto probabile che i direttori che si occupano dell’acquisto dei presidi medici e dei reagenti, prima di firmare le delibere utili a rimpinguare le scorte della farmacia e gli armadietti dei vari reparti, vogliano avere le spalle coperte ed essere sicuri sulla predisposizione a breve termine delle gare di appalto.

In ogni modo, se la comunicazione della responsabile del laboratorio Angela Bitti parla di 10 giorni di disservizi, significa che l’Aou si è già mossa ed è corsa ai ripari.

E a quanto pare anche la parte ospedaliera dell’Asl, compresi Alghero e Ozieri ecc. ha i

suoi problemi da affrontare. Dopo lo scorporo del Santissima Annunziata i service di laboratorio e la maggior parte degli esami sono diventati competenza dell’Aou. Ma c’è sempre il problema dei presidi medici, e le forniture di alcuni di questi sono da rinnovare.

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