Rompere il monopolio che appartiene a tre regioni: Campania, Sicilia e Marche

Finora sono 42 le imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso e provengono tutte dalla Campania, dalla Sicilia e dalle Marche. Le prime novità significative sono arrivate dall’Europa con il...

Finora sono 42 le imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso e provengono tutte dalla Campania, dalla Sicilia e dalle Marche. Le prime novità significative sono arrivate dall’Europa con il nuovo regolamento comunitario (il numero 1627) con il quale gli stati membri sono stati sollecitati a considerare la pesca artigianale come prioritaria nella suddivisione delle quote riservate all’Italia. Superando anche il vincolo del numero dei permessi (42) certificato negli anni passati. Criteri più equi, insomma, per la ripartizione delle quote per la pesca del tonno rosso.

Stavolta c’è la concreta possibilità di cambiare e smontare un monopolio assurdo e dare importanti opportunità ad altre marinerie, a cominciare da quelle della Sardegna. Il criterio da seguire nella ripartizione è quello che tiene conto del numero di imbarcazioni presenti nelle singole regioni. In tutto dovrebbero essere ripartite quote per circa 550 tonnellate. Se l’emendamento completerà positivamente il suo percorso, si darebbe a tutte le regioni la possibilità di ottenere i permessi per la pesca del tonno rosso. Al

momento, se “accidentalmente” i pescatori sardi dovessero catturare un tonno rosso rischiano sanzioni che vanno da 8mila a 75mila euro e il ritiro definitivo della licenza di pesca. Se dovessero ributtare a mare il tonno morto “solo” 8mila euro e la sospensione della licenza per 3 mesi. (g.b.)

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