Se ricordassimo più spesso le alghe in riva al mare...

Immaginate le alghe in riva al mare, seguendo le onde si gonfiano… e si sgonfiano. Si gonfiano d’acqua quando arriva l’onda... si sgonfiano con la risacca. In modo costante e calmo. Come il mio...

Immaginate le alghe in riva al mare, seguendo le onde si gonfiano… e si sgonfiano. Si gonfiano d’acqua quando arriva l’onda... si sgonfiano con la risacca. In modo costante e calmo. Come il mio respiro: costante e calmo.

Quanto sarebbe importante insegnare il rilassamento ai bambini. Invece: vomiti prima delle gare, notti insonni prima delle partite, bambini di dieci anni che parlano di “angoscia” prima delle prestazioni scolastiche e sportive. Chiedetevi quanto tempo dedichiamo a insegnare il rilassamento ai bambini. In piscina si impara a nuotare, a scuola a studiare. E dove si impara a rilassarsi? Eppure gli studi sono chiari a riguardo, la capacità di rilassarsi favorisce: la consapevolezza del proprio sè corporeo, un alto livello di prestazione, il riconoscimento delle emozioni proprie e altrui, un migliore rapporto con gli altri, un aumento della creatività e del pensiero intuitivo.

Concetto complementare al rilassamento è l’attivazione. In qualche modo, questa dialettica tra attivazione e rilassamento scandisce la nostra vita quotidiana nel ritmo notte-giorno e sonno-veglia. L’aumento di attivazione non corrisponde necessariamente al miglioramento della prestazione, quindi se sono troppo attivato, come troppo rilassato, la prestazione è uguale e fallimentare. Come una U rovesciata, esiste un livello di attivazione ottimale che porta alla massima prestazione. Per trovare il proprio bisogna imparare a rilassarsi.

Insegniamo ai bambini a porre attenzione alla consapevolezza del proprio stato di attivazione perché, parliamoci chiaro, prima di affrontare un’interrogazione o una gara, focalizzare la propria attenzione sulla paura di vomitare è la strada più semplice per scappare in bagno. Non è dicendosi «ora non ci penso» che si smette di pensarci o l’insonnia dicendosi «ora mi addormento».

Informati che il rilassamento è allenante quanto l’attivazione; allenatori, insegnanti e genitori dedicate ai vostri piccoli un’ora per aiutarli a rilassarsi. Concretamente, dopo aver fatto un respiro profondo, fate lavorare la vostra creatività.

Ed ecco che la pancia diventa un palloncino che gonfio inspirando l’aria con il naso fino a sotto l’ombelico e sgonfio pian piano espirando con la bocca. Chissà che ogni tanto anche in partita alcuni allenatori e genitori si ricordino le alghe nel mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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