Diabete, tolto microinfusore a un bambino sassarese

La denuncia del deputato Mauro Pili: «Il Ministro deve garantire livelli essenziali di assistenza»

SASSARI. «Regione e Asl intervengano immediatamente per garantire il microinfusore per i pazienti affetti da diabete mellito. É impensabile che si debba attendere un anno o addirittura recarsi in altre realtà fuori dall'isola per sperimentare tali tecniche». La richiesta è del parlamentare di Unidos Mauro Pili che ha fatto riferimento alla denuncia di un genitore di Sassari, una situazione «talmente grave che si potrebbe configurare come interruzione di pubblico servizio».

Il caso - secondo Pili - è emblematico di una «malaburocrazia sanitaria che va affrontata senza perdere tempo. Per questa ragione ho chiesto, con una interrogazione, l'intervento del ministro della Salute per risolvere il caso e porre fine a questa attesa infinita per un servizio sanitario fondamentale per malattie croniche».

Mauro Pili ha ricordato che in Sardegna si verifica una situazione di grave disagio legata all’assistenza ai pazienti affetti da diabete tipo1.

«Il padre del bambino ha denunciato una situazione che ha dell’assurdo: il figlio minore che utilizza il microinfusore Omnipod my life, entro dieci giorni - dopo tre mesi di utilizzo - dovrà restituire il microinfusore. Una situazione di una gravità inaudita legata alla burocrazia che impedisce la soluzione di un problema che si ripercuote gravemente sulla salute e sulla psiche di un bambino». In effetti, la burocrazia impedisce l’utilizzo in via definitiva dell’importante strumento che risulta essere stato affidato in regime di prova con OmniPod i primi di dicembre del 2016 grazie all' ospedale Gaslini di Genova. Il dispositivo deve essere commutato in via definitiva considerati i positivi risultati passando da una terapia multiiniettiva a quella con microinfusore. I mesi di prova sono quasi terminati, ma non altrettanto in fretta si sposteranno le carte da un ufficio all’altro per l’attivazione definitiva. L’azienda che fornisce il dispositivo ha prorogato di un altro mese il periodo di prova, lasciando il Pdm per un totale di tre mesi, ma non sono bastati. La domanda redatta dal primario del Gaslini, dove il caso è stato seguito, è stata inoltrata il 20 gennaio 2017 alla Asl di Sassari: la risposta è stata che i tempi sono molto lunghi e che sarebbero inevase domande risalenti

all’anno precedente. Una situazione critica, quindi, che rischia di degenerare. A giorni la famiglia dovrà riconsegnare il telecomando in prova e si ignora quando mai potrà arrivare quello definitivo. Al Ministro, Pili ha chiesto che vengano garantiti «i livelli essenziali di assistenza».

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