Asl di Sassari, laboratori ancora in tilt: niente esami

Mancano sempre i reagenti, impossibile effettuare diversi test delle urine al Palazzo Rosa: farmacia in affanno per le scorte

SASSARI. Le carenze di reagenti a disposizione dei laboratori stanno creando diversi disagi all’utenza. L’ultimo disservizio riguarda il Palazzo Rosa e un esame piuttosto frequente: quello delle urine. Per determinate patologie non è possibile acquisire i campioni perché mancano i reagenti attraverso i quali ottenere i riscontri. E quando i pazienti sono in una situazione di emergenza, allora l’infermiere li dirotta verso strutture private in grado di erogare la prestazione.

Purtroppo non si tratta di un problema facilmente risolvibile e in breve tempo. La farmacia ha gli scaffali sguarniti e ripristinare le scorte al momento è impossibile. Infatti molti contratti per le forniture di medicinali, presidi e naturalmente anche reagenti, sono scadute da diverso tempo. L’Asl e l’Aou in passato hanno sempre tamponato ricorrendo al sistema delle proroghe, ma dopo l’inchiesta della Guardia di Finanza e i 21 rinvii a giudizio, si è deciso di cambiare sistema e di stare rigorosamente dentro le regole. E la norma dice per l’appunto che le proroghe sono consentite solo nel momento in cui è stata già bandita la gara alla quale si fa riferimento. Ed ecco perché, nei mesi a cavallo tra il 2016 e il 2017, la sanità si trova scoperta: per predisporre una gara occorrono dei tempi tecnici, e in questa parentesi i fornitori hanno i contratti scaduti, non possono usufruire delle proroghe e perciò sospendono l’invio dei materiali. L’Aou, in queste condizioni di emergenza, cerca di recuperare qua e là i reagenti, innanzitutto bussando nei presidi regionali dove i prodotti non sono ancora esauriti. E in seconda battuta rivolgendosi ad altre aziende ospedaliere del Continente che invece hanno gli appalti regolarmente sottoscritti e in vigore.

Non basta. Quando la coperta è corta, la macchina dell’assistenza deve per forza tagliare dei servizi e razionare le risorse. Per questo motivo il 23 gennaio il direttore del Laboratorio di analisi chimiche e microbiologiche di via Monte Grappa, la dottoressa Angela Bitti, era stata costretta a lavorare col limitatore e a comunicare il disservizio agli utenti. Prelievi e analisi del sangue sospese per una decina di giorni. Le sole analisi dei campioni garantite sono state quelle per i pazienti oncologici, per chi necessita trattamento anticoagulante orale (anti trombosi) e per quelli

che presentano particolari urgenze.

Ma l’ospedale si è trovato in difficoltà anche durante la gestione dell’emergenza meningite. Non è stato possibile immediatamente stabilire con assoluta certezza tipologia e ceppo, proprio perché nei laboratori non erano presenti i reagenti specifici.

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