osilo

L’orrore del lager rivive sul palcoscenico

Il progetto della scuola elementare e media ispirato dalla testimonianza di Primo Levi

OSILO. Un pugno nello stomaco, un’ angoscia sottile che toglie il respiro, uno sprofondare lento nella tragedia dei campi di sterminio. Sono le emozioni provocate dalla performance allestita con i ragazzi della scuola di Osilo, dall’attrice e regista Sara Canu, con i testi tratti da “Se questo è un uomo”, di Primo Levi. Un’angoscia che attanaglia lo spettatore fin da quando il gruppo sale sul treno, smarrito e spaurito. E poi il viaggio, l’arrivo al lager, il frastuono assordante, gli ordini rabbiosi urlati dagli aguzzini. E ancora il silenzio, in un luogo che, si capisce, è l’anticamera dell’inferno, anzi, è l’inferno. «Questo è l’inferno - recitano i ragazzi - oggi, ai nostri giorni, l’inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi di stare in piedi, e c’è un rubinetto che gocciola e l’acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può più pensare, è come essere già morti. Il tempo passa goccia a goccia». Ed è solo l’inizio di una sofferenza senza fine, fino all’epilogo finale, quando tutti sono convinti di poter fare finalmente la doccia. Ma ciò che arriva dal soffitto non è acqua ma gas, e tutti crollano a formare un agghiacciante tappeto di corpi.

La rappresentazione, già allestita per il Giorno della memoria, è stata riproposta al Montegranatico con ospite anche una scuola di Sassari. Gli interpreti erano gli alunni della 4ª elementare e della 3ª media, preparati rispettivamente da Margherita Bassu e Maria Leccis.

Mario Bonu

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