Sassari, giù le mani da Porto Ferro: 1000 firme in appena 24 ore

Scatta la rivolta contro i tre stabilimenti balneari: nasce un Comitato e la petizione fa un boom di adesioni in un solo giorno

SASSARI. Mille firme in appena 24 ore. La protesta contro gli stabilimenti balneari nella spiaggia di Porto Ferro monta come l’alta marea, ed è solo l’inizio di questa grande onda emotiva che fa rotta verso Palazzo Ducale. Il comitato “Giù le mani da Porto Ferro” è pronto a depositare la petizione e a chiederà un’inversione di marcia alla giunta Sanna sui progetti delineati all’interno del Piano di utilizzo dei litorali. Le tre concessioni demaniali previste in alcune porzioni di arenile, con il corollario di ombrelloni e sdraio, secondo il Comitato, non fanno altro che snaturare la vocazione selvaggia e libera di Porto Ferro, assimilandola a qualsiasi lido da servizi standard, secondo il modello Platamona o Le Bombarde.

«Ci sorprende enormemente la valutazione superficiale fata dal Comune – si legge nella petizione (scaricabile dalla pagina Fb Giù le mani da Porto Ferro) – che dimostra di ignorare cosa attualmente Porto Ferro sia e come si sia evoluto negli anni. Il Pul si esplicita con la mera redazione di uno strumento che si ripete identico per ogni spiaggia, limitandosi ad applicare la stessa ricetta ovunque, senza approfondire vocazioni, tessuto sociale, livelli antropici, esperienze; senza applicare uno dei principi fondamentali della linee guida regionali: favorire la qualità, l’innovazione e la diversificazione dell’offerta di servizi turistici. Il Pul invece si limita ad esercitare un mero calcolo: metri quadrati del litorale, metri quadrati assentibili, metri quadrati attrezzabili. É così per tutti i litorali. Niente strategie e modalità di gestione coerenti con lo stato originario dei luoghi. Nessuna sensibilità nel coinvolgere se non i fruitori del luogo, almeno i soggetti che ci lavorano e che attualmente hanno contribuito a renderlo un posto di eccellenza. Nessun approfondimento sulle limitazioni dovute prima di tutto al Piano di Gestione del SIC ed in secondo luogo dalle linee guida della Regione Sardegna».

Ecco come possono germogliare mazzi di ombrelloni dentro una baia immersa in una natura libera e selvaggia, dove il mare e il vento sono sempre stati gli unici padroni. «Il Comitato, attualmente impegnato nello studio del Pul, presenterà le Osservazioni e si propone come soggetto attivo e portatore di interessi diffusi per la discussione di soluzioni alternative, non invasive ma indirizzate alla reale valorizzazione paesaggistica e naturalistica del sito».

E ancora: «Nel corso del tempo, infatti, le associazioni e le cooperative presenti hanno fatto nascere una serie di attività che si integrano e sfruttano perfettamente le caratteristiche offerte. Si sono sviluppate delle vere e proprie eccellenze, come ad esempio le scuole di Surf che stanno portando Porto Ferro alla ribalta, anche a livello nazionale se non mondiale, in quanto meta di surfisti da tutto il mondo. Negli ultimi anni poi in più occasioni si sono disputate gare, dimostrazioni e giornate sportive di varie discipline con atleti provenienti da tutta la Sardegna e non solo, e nel 2106 la Quinta edizione del “Sport Explosion”, evento che ogni anno attira centinaia di sportivi o semplici curiosi».

Infine, quando si parla di Porto Ferro, non si può solo restringere il discorso all’ambito degli sport acquatici: «C’è qualcosa di più – conclude il Comitato – ed è l’impegno profuso, da parte di chi ci vive e lavora costantemente, per il mantenimento dell’area: la pulizia, il rimboschimento con campagne tese a sensibilizzare i fruitori, l’inserimento di persone svantaggiate nei progetti lavorativi, le giornate della pulizia in collaborazione con Lega Ambiente;

o anche a livello culturale, le innumerevoli serate all'insegna della musica, del coinvolgimento naturalistico, delle attività all'aria aperta proposte ai bambini, del cinema in spiaggia e della lettura. Ci sembra assurdo ignorare e ancora peggio disperdere queste esperienze e potenzialità».

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